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Emilio Fede: “Io prelevato dal ristorante e arrestato come se fossi un evaso”

I carabinieri in borghese lo hanno individuato invitandolo a rientrare in albergo. "Adesso mi trovo nella mia camera con l'obbligo di non affacciarmi alla finestra, sono cose incredibili"
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E’ ancora scosso il giornalista Emilio Fede che e’ stato arrestato per evasione mentre ieri sera cenava con la moglie in un ristorante del lungomare di via Partenope a Napoli. L’ex direttore del tg4 era appena arrivato da Milano per festeggiare con la moglie il suo 89esimo compleanno che cade domani, il 24 giugno. I carabinieri in borghese lo hanno individuato invitandolo a rientrare in albergo. “Adesso mi trovo nella mia camera con l’obbligo di non affacciarmi alla finestra, sono cose incredibili”, sottolinea ancora incredulo mentre ricostruisce l’accaduto.
“Ieri sono stato prelevato cortesemente, e’ giusto dirlo, da un ufficiale e quattro carabinieri – ha proseguito -, ma il reato contestato sa qual era? Evasione, ma non fiscale bensi’ dai domiciliari perche’ non avevo aspettato la destinazione dei servizi sociali. Eppure il mio comportamento durante i domiciliari era stato accompagnato da un elogio scritto. Questo il 23 aprile, poi ieri mi hanno arrestato”.
Il giornalista, infatti, e’ considerato latitante per evasione, avendo lasciato la sua abitazione di Milano, dove, dopo aver scontato 7 mesi di domiciliari, doveva completare la pena con 4 anni di servizi sociali. “Io Amo Napoli e vengo sempre qui – ha spiegato -, e prima di di partire ho avvisato i carabinieri di Segrate, ma e’ terrorizzante che una persona possa essere prelevata da un ristorante e scortata in albergo con l’obbligo di non aprire la finestra e di affacciarsi. Credo che ai domiciliari ci siano delle regole che consentano di muoversi per motivi di salute propria o della famiglia. E io ormai cammino sono con l’ausilio di un bastone: sono stato operato alle vertebre e non posso spostarmi se non con l’aiuto di una persona. Detto questo ho apprezzato la grande cortesia da parte dei carabinieri – ha concluso -, pero’ c’e’ anche modo e modo…”

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