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L’attesa di 837 assistenti giudiziari: «Idonei da 4 anni, siamo una risorsa»

Hanno partecipato al concorso bandito nel 2016 ma non sono ancora entrati in servizio, nonostante le carenze di personale amministrativo nei tribunali
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«Proprio in questo periodo di stallo, potremmo essere una risorsa in più per dare fiato alla macchina giudiziaria», è quello che ripetono gli 837 idonei nella graduatoria del 2016 per assistenti giudiziari, la prima stilata dopo 18 anni senza concorsi.

I soldi a bilancio per l’assunzione ci sono ( li ha stanziati il governo Conte I), sembrerebbe ci sia anche la volontà di assumere anche l’ultima tranche dei 4915 idonei, ma per ora l’ipotesi più rosea è quella di riparlarne il prossimo ottobre. Nonostante l’endemica carenza di personale negli uffici giudiziari italiani ( la scopertura, a seconda delle sedi, oscilla tra il 25 e il 39%) e i ripetuti annunci del ministro Alfonso Bonafede di voler colmare le carenze di organico.

I dati pubblicati dal Piano Triennale dei fabbisogni di personale 2019- 2021, infatti, indicano come le carenze al 31 marzo 2019 riferite al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria ammontino a 9265 unità. Per il profilo specifico di assistente giudiziario, invece, il ministero ha individuato nel maggio 2020 la carenza di 500 unità, cui si devono aggiungere i numeri degli assistenti che andranno in pensione entro l’anno: circa 400, cui si dovranno probabilmente sommare quelli che usufruiranno del prepensionamento sfruttando la finestra ancora valida di Quota100. Nonostante questo Via Arenula, oltre a non aver ancora assunto gli idonei già individuati con il concorso del 2016, non ha proceduto a bandire nuove procedure concorsuali. Il risultato, dunque, rischia di essere anche quello di un assottigliamento dei numeri degli idonei ancora in attesa e che, nei quattro anni passati dal test, potrebbero aver trovato altri impieghi.

Per quanto drammatica sia stata nei tribunali, nemmeno la pandemia può essere considerata la causa di questa lentezza nelle assunzioni, soprattutto ora che l’emergenza sembra essere nella sua parabola discendente e si è individuata la data del 30 giugno per il ritorno alla semi- normalità negli uffici giudiziari.

«E’ vero che il virus ha costretto allo smartworking il personale amministrativo e che si sono riscontrate delle difficoltà perchè cancellieri e assistenti giudiziari non avevano accesso alla intranet ministeriale per poter agevolmente lavorare da remoto, ma è anche vero che, proprio ora che si va verso la riapertura, aver già provveduto ad assumerci avrebbe permesso di velocizzare il lavoro degli uffici, già ingolfati di ritardi», spiegano gli idonei della graduatoria. Inoltre, «questi mesi di lockdown avrebbero potuto essere sfruttati per svolgere a tribunali fermi la necessaria formazione che il personale anziano normalmente fa ai neoassunti per introdurli al lavoro». Non solo: proprio in questi mesi il ministero della Giustizia ha proceduto all’assunzione di addetti alla polizia penitenziaria individuati con una precedente graduatoria.

Ora, dunque, gli ultimi 837 idonei ancora in attesa non possono che sperare che facciano fede le parole del capo dipartimento del ministero della Giustizia, Barbara Fabbrini, che ha recentemente auspicato di poter procedere alle assunzioni entro la fine del 2020. Per ora, tuttavia, mancano comunicazioni ufficiali. La richiesta al Ministero da parte di chi aspetta l’assunzione, però, è sempre la stessa: «Se volete velocizzare la macchina dei tribunali, permetteteci di entrare in servizio».

 

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