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Prima il sorteggio poi il voto: per il Csm arriva il modello misto

In attesa del testo del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per la riforma del sistema elettorale dei componenti togati del Csm inizia a farsi strada un modello “misto”
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Prima il sorteggio e poi il voto. In attesa del testo del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per la riforma del sistema elettorale dei componenti togati del Csm inizia a farsi strada un modello “misto”. Sulla scia della proposta presentata nei giorni scorsi da Fi, ecco arrivare questa settimana quella di “Lettera 150”, un gruppo di docenti e giuristi fra cui Carlo Nordio, Pierpaolo Rivello, Salvatore Sfrecola, Giuseppe Valditara, Claudio Zucchelli. I due meccanismi elettorali sono sostanzialmente simili: un’estrazione a sorte di un paniere, in numero ragionevole, di legittimati passivi, e poi l’elezione dei futuri membri del Csm all’interno di questo paniere. In dettaglio, nella proposta di Forza Italia è previsto che i sorteggiati, magistrati che abbiano almeno la quinta valutazione di professionalità, siano 150, di cui i primi 100 andranno a comporre l’elenco dei soggetti candidati e i 50 restanti l’elenco dei supplenti destinati a subentrare in caso di rinuncia dei candidati. Il numero dei posti è elevato a 20 e di conseguenza, per mantenere il rapporto con i togati stabilito dalla Costituzione di 1 a 3, viene innalzato da 8 a 10 il numero dei laici a Palazzo dei Marescialli. In quella di “Lettera 150”, invece, il numero dei sorteggiati è fissato in 96, senza ritocchi all’attuale numero dei componenti. Tale meccanismo non implica modifiche alla Costituzione che prevede “l’elezione” dei componenti del Csm. Nelle intenzioni tale sistema dovrebbe recidere ogni legame fra il candidato e la corrente, in quanto non sarebbero più le correnti ad individuare ex ante i candidati. “Lettera 150”, poi, ha anche suggerito una modifica del sistema di nomina dei dirigenti, con il ritorno all’anzianità.

“Sembra opportuno – si legge nella proposta – ripristinare un sistema che esalti l’anzianità senza deprimere il merito, ma anche che non sia suscettibile di deviazioni”.

Il documento dei giuristi affronta poi il tema del procedimento disciplinare a carico dei magistrati, fissandone la durata in un anno. E sull’impugnazione delle sentenze disciplinari davanti alle sezioni unite civili della Cassazione, “si deve raggiungere un equilibrio soddisfacente tra la garanzia di autonomia e indipendenza della magistratura e la necessità di evitare il corporativismo, garantendo un giudice di appello realmente terzo, non appartenente al medesimo ordine cui appartiene l’incolpato”. Sul fronte nomine, invece, mercoledì prossimo è previsto al Csm il voto sul nuovo procuratore di Perugia. Due i candidati: Raffaele Cantone e Luca Masini.

 

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