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Renzi: “Politica debole, magistratura divisa. Così rischiamo una nuova tangentopoli”

L'ex premier presenta il suo nuovo libro e attacca Davigo: "Aspettare le sentenze è rispettare la magistratura. Sorprende che un membro del Csm non ha capito la differenza tra giustizia e giustizialismo"
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«Con un politica tanto debole e una magistratura tanto divisa rischiamo una nuova tangentopoli». Parole e musica di Matteo Renzi che nel corso della prima diretta social dedicata alla suo ultimo libro “La mossa del cavallo”, decide di affrontare il toro per le corna e puntare dritto al tema del momento, allo scontro tra politica e giustizia e quello fratricida che si sta consumando all’interno della giustizia. E così per “Renzo è fondamentale che la politica recuperi il proprio ruolo, non può essere subalterna alla magistratura».E un pensiero particolare la rivolge a Piercamillo Davigo: «Quelle di Davigo sono parole incredibili. Aspettare le sentenze è rispettare la magistratura. Sorprende che un membro del Csm non ha capito la differenza tra giustizia e giustizialismo», ha detto Renzi riferito all’ultima gaffe dell’ex pm del pool milanese e attuale consigliere del Csm. Ma ovviamente nelle parole di Renzi c’è anche tanta politica. A cominciare dal tema a lui carissimo delle riforme: «Noi di Italia Viva potremmo avere tutto l’interesse ad avere un sistema proporzionale, ma noi siamo “bestie” strane, animali speciali: noi che avremmo tutto l’interesse, diciamo che all’Italia serve invece l’elezione diretta di chi decide».

Per il leader di Iv serve «un sindaco d’Italia: deve accadere come nei Comuni, non si può continuare con il sistema delle trattative. Insomma ora che sono tutti per il proporzionale, lasciatemi stare con chi chiede l’alternanza e l’elezione diretta. L’obiettivo primario deve essere quello di allargare l’orizzonte: torneremo a chiederci se abbia un senso che l’Italia rimanga un paese in cui ogni decisione viene sottoposta ad almeno un duplice passaggio parlamentare, in cui si danno due voti di fiducia, mentre rimane preclusa la possibilita’ di un nesso fra la tornata elettorale e l’espressione del capo del Governo».

E a chi lo accusa di “convergenze parallele” con Salvini, Renzi nega tutto e replica secco: «Io Salvini l’ho mandato a casa, se non l’hai capito non capisci di politica”, ha detto rispondendo a una utente che gli chiedeva perché ieri non fosse andato anche lui in piazza con Salvini alla manifestazione del centrodestra per il 2 giugno. Per quel che riguarda l’economia, Renzi ha spiegato che «le aziende devono cogliere il post covid per cercare di cambiare un modello di business: smettiamola con il pregiudizio anti industriale che ha una certa parte della politica. Dobbiamo dire grazie a chi fa l’imprenditore perché non è un evasore potenziale, ma una persona che vuole creare posti di lavoro».E poi: «A me piace l’idea che gli utili delle grandi aziende abbiano una percentuale che vada ai dipendenti. Questo puo’ accadere in tanti modi, ma se una azienda va bene devi condividere il successo con chi le aziende le manda avanti, come in Germania, ad esempio». Accanto a questo «permettere a chi vuole patrimonializzare l’azienda di avere un credito di imposta».

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