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George Floyd, l’America brucia: coprifuoco in 25 città e Esercito in strada

A Ferguson, nel Missouri, l’edificio del dipartimento di Polizia è stato danneggiato ed evacuato durante le proteste
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Ordinato il coprifuoco Coprifuoco in oltre 25 città di 16 Stati americani. In una decina di queste, tra cui la capitale Washington DC, è intervenuta la Guardia nazionale. E finora sono state arrestate circa 1.400 persone. Continua la rivolta dopo l’uccisione a Minneapolis, lunedì, dell’afroamericano George Floyd, Per la sua morte, è stato arrestato Derek Chauvin, poliziotto 44enne, che dovrebbe comparire in tribunale lunedì. Nel filmato che documenta il violento arresto di Floyd, Chauvin è immortalato in ginocchio sul collo dell’uomo per diversi minuti, mentre lo stesso afferma ripetutamente di non riuscire a respirare.

Il bilancio più pesante degli scontri si è registrato però a Indianapolis, nell’Indiana, dove una persona è stata uccise e altre tre sono rimaste ferite a colpi d’arma da fuoco. Si tratta della terza vittima dall’inizio della proteste. In tutto il Paese sono stati dati alle fiamme commissariati e mezzi della polizia, saccheggiati i negozi e distrutte le vetrine. Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in strada chiedendo accuse più severe e altri arresti per la morte di Floyd. Le proteste, in gran parte pacifiche, sono sfociate in violenza in molte aree, con automobili ed edifici incendiati e la polizia schierata in assetto antisommossa con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

A Ferguson, nel Missouri, l’edificio del dipartimento di Polizia è stato danneggiato ed evacuato durante le proteste, come riferito in un tweet dal dipartimento della contesa di St Louis. Tutto il personale non essenziale è stato evacuato dall’edificio. Fuochi d’artificio, mattoni, pietre e bottiglie sono stati lanciati contro gli ufficiali di polizia durante le proteste. Già nel 2014 a Ferguson si erano svolte violente proteste dopo che Michael Brown, un adolescente afroamericano di 18 anni, era stato ucciso a colpi di arma da fuoco da un ufficiale di polizia bianco ad agosto del 2014.

Tim Walzs, governatore del Minnesota, ha mobilitato l’intera Guardia nazionale, mentre tutte le principali autostrade che conducono a Minneapolis sono state chiuse per non fare entrare chi viene da fuori espressamente per alimentare la rivolta.

A New York nuove violenze degli agenti, in particolare dopo la pubblicazione di un video che mostra un’auto della polizia andare contro i manifestanti. Immagini che il sindaco Bill de Blasio ha definito «sconvolgenti» ma senza accusare gli agenti che «in questi giorni hanno subito cose orribili».

 

Video di America’s Freedom Keepers 

 

Notte di scontri e tafferugli anche davanti alla Casa Bianca, con vetrine distrutte e cassonetti incendiati. Il presidente Donald Trump ha esortato a “sanare” la morte di George Floyd, ma dichiarando che «non permetterò a una folla arrabbiata di dominare, sono determinato a proteggere la democrazia e lo stato di diritto». Il suo sfidante alla Casa Bianca, Joe Biden, ha condannato le violenze. «Protestare contro tale brutalità è giusto e necessario, è una risposta assolutamente americana ma bruciare le comunità e distruggere inutilmente non lo è», ha dichiarato.

Philonise Floyd, il fratello di George, ha riferito alla Msnbc che la sua conversazione con Donald Trump è stata «troppo veloce». «Non mi ha dato l’opportunità neppure di parlare», ha proseguito. «È stato difficile. Tentavo di parlargli ma lui continuava a respingermi come se dicesse “non voglio sentire di cosa stai parlando” », ha raccontato. «Gli ho solo detto che voglio giustizia e che non potevo credere che avessero commesso un moderno linciaggio in pieno giorno», ha proseguito.

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