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Nelle proteste a Detroit ucciso un 19enne. L’America rischia di avere un suo Carlo Giuliani

Sparatoria a Detroit, un'altra morte assurda negli Stati Uniti
Ancora non chiarite le circostanze della nuova, tragica morte negli Stati Uniti: la giovane vittima colpita in una sparatoria, alle 23.30 locali, partita mentre i manifestanti avanzavano verso la polizia. Il capo degli agenti: «Colpi sparati da un Suv, poi fuggito via». Ma negli stessi istanti gli uomini in divisa avevano risposto con i lacrimogeni alla folla che si avvicinava
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Protestano per la morte di un cittadino provocata dagli agenti. Ma anche tra chi dice basta ai metodi similsquadristi della polizia c’è ora una vittima, la prima da quando sono divampate le manifestazioni per l’assassinio di George Floyd: a Detroit un uomo è rimasto ucciso dai colpi d’arma da fuoco sparati da qualcuno all’interno di un Suv in direzione dei dimostranti.

Lo ha reso noto la portavoce del dipartimento di polizia della città del Michigan, secondo cui l’incidente è avvenuto ieri sera alle 23.30 ora locale nei pressi del distretto di Greektown, dove si sono registrati scontri tra manifestanti e agenti. La vittima è un 19enne che è stato dichiarato morto al suo arrivo in ospedale.

Con la vittima si sono registrati, nel corso della notte, anche una quarantina di arresti. Dopo la prima comunicazione del dipartimento, il capo della polizia, James Craig, ha precisato che l’uccisione del 19enne è avvenuta vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square.

La sparatoria è iniziata quando qualcuno in una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne: è questa la versione del capo della polizia. L’assassino è fuggito dalla scena del crimine, merntre la vittima veniva inutilmente trasportata in ospedale. La polizia ha comunicato che le circostanze della sparatoria sono sotto inchiesta.

La sparatoria è avvenuta mentre un reporter di  “Detroit News” aveva iniziato a riprendere un video della protesta in diretta su Facebook. Nel filmato si sentono gli spari, che spingono le persone a scappare dalla zona, mentre altri chiamano la polizia per chiedere aiuto.

«È iniziata in modo pacifico e la stragrande maggioranza dei manifestanti è venuta qui con le migliori intenzioni e li applaudo per aver voluto farsi sentire», ha detto Craig in un’intervista telefonica al “Detroit News”. «Ma la situazione è stata aggravata da un piccolo gruppo». La situazione si è fatta tesa quando gli agenti vicino a Randolph e al Congresso si sono messi in fila mentre i manifestanti si avvicinavano, a braccia alzate, gridando «mani in alto, non sparate».

Gli agenti durante quello che sembrava essere un faccia a faccia hanno fatto indietreggiare la fila. I manifestanti hanno lanciato bottiglie mentre altri si sporgevano dai piani superiori di un parcheggio. La polizia ha lanciato i gas lacrimogeni sui manifestanti.

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