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“Sei in ogni nota suonata”. Il saluto della sua orchestra ad Ezio Bosso

Vogliamo ricordarlo con questa frase: «Noi cambieremo il mondo a colpi di musica».
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L’addio di Ezio Bosso squarcia il greve silenzio di questi difficili mesi. “E’ andato via con le sue braccia da ali di corvo con le quali dirigeva – scrive Patrizia de Mennato, raffinata signora della cultura e proprietaria della dimora antica napoletana Villa Di Donato – perdiamo un esempio di forza morale e di umanità che solo lui sapeva esprimere”.

Bosso riusciva a tratteggiare nell’aria il disegno della sua musica volteggiando con vigore la bacchetta di direttore d’orchestra così da accarezzare e catalizzare sia i musicisti che il pubblico che lo ha tanto amato.  Così è stato la sera di Natale 2019, gli ascolti lo hanno confermato, con il suo concerto su Rai3 dal titolo «Che storia è la musica», dedicato a Cajkovskij, al compositore russo e al suo più struggente capolavoro, la Patetica.  «Una musica che è dolore ma anche consolazione. Nell’ultimo movimento Cajkovskij annota di suo pugno la parola “lenezza”, che non sta per lentezza ma per carezza. La musica lenisce il dolore. Se credi in lei e ti lasci guidare, ti cambia la vita». Così è stato per lui, da anni sofferente per una malattia neurodegenerativa, così per Cajkovskij. (Dichiarava nell’intervista a Giuseppina Manin, pubblicata su Corriere.it).

 

Il peggioramento della sua condizione fisica ci aveva privato del suo tocco delicato di pianista. “Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare –  l’avvertimento durante la Fiera del Levante di Bari Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”. Enfant prodige della musica, si era avvicinato all’età di quattro anni, grazie ad una prozia pianista e al fratello musicista. Ha debuttato in Francia a 16 anni come solista ed ha partecipato a prestigiose orchestre europee in qualità di compositore, esecutore e direttore d’orchestra.

Una breve ma intensa vita da artista che inizia presto ma che non termina con la sua morte perché ci lascia un prezioso testamento musicale e di vita, e quella passione che aveva verso i giovani musicisti.  “L’abbiamo visto provare senza risparmiarsi con i giovanissimi – scrive ancora Patrizia de Mennato – per insegnare loro non solo a suonare ma a sentire lo stare insieme. L’abbiamo visto dirigere una epica Settima Sinfonia di Beethoven, il genio che ha amato di più, con l’Accademia di Santa Cecilia”. Il concerto su Rai3 «Che storia è la musica», in onda a Natale l’aveva registrato al Teatro dell’Unione di Viterbo con la sua Orchestra Europa Filarmonica, arricchita dai giovani della Filarmonica di Benevento e il Coro Rossini di Pesaro.

Dal 2017, è stato testimone e ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14 – si legge sul suo sito – eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, diretta dalla figlia Alessandra. A conferma della sua attenzione, “impegno didattico e sociale”, Bosso si è profuso nell’attività svolta con “Opera Pia Barolo” e “Medicina a Misura di Donna a Torino”. Indimenticabile sarà per tutti il toccante e memorabile intervento sullo stato della cultura europea, nel 2018, al Parlamento Europeo, dove fu invitato come testimone ufficiale alla Festa Europea della Musica.  Il 30 agosto scorso, Ezio Bosso ha incantato il pubblico di Santa Maria di Castellabatenell’ambito dell’evento “Camera in Tour”, dove ha diretto l’Orchestra Filarmonica Salernitana nello scenario dei giardini di Villa Matarazzo. Forte è il cordoglio del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Sono rimasto colpito dalla prematura scomparsa del maestro Ezio Bosso.

Desidero ricordarne l’estro e la passione intenza che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana”.  Ci piace ricordarlo con questa sua frase: «Noi cambieremo il mondo a colpi di musica».Grazie Ezio Bosso, vola leggero e continua a disegnare nell’aria la musica con la tua bacchetta. Le nostre porte saranno sempre aperte.

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