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I penalisti all’attacco: «Giustizia-babele. È una paralisi»

«Tocca ora alla politica intervenire, anche in via di urgenza, con norme più stringenti per agevolare la ripresa dell'attività giudiziaria, in modo uniforme».
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Una “babele” che sta conducendo alla “paralisi ” della giustizia. L’Unione della Camere penali segnala così le “tante difficoltà” che si sono manifestate in tutta Italia nel secondo giorno della ripresa dell’attività giudiziaria ” anche per la mancanza di uniformità di indirizzi dei singoli provvedimenti dei capi degli Uffici”. Già nei giorni scorsi , ricorda il segretario Eriberto Rosso,i penalisti avevano segnalato al Ministro della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura “le incongruità dei provvedimenti di rinvio delle udienze a date lontane (anche nel 2021), che stanno creando la paralisi della giurisdizione penale”.

Invece “è ben possibile prevedere sin da subito la celebrazione dei processi nel rispetto delle regole sanitarie e con gli opportuni scaglionamenti”. “In questo quadro allarmante- afferma Rosso- deve essere positivamente sottolineata la presa di posizione del CSM che ieri ha annunciato una prossima riunione di tutti i Presidenti delle Corti di Appello per valutare i provvedimenti organizzativi fin qui assunti ed individuare linee guida che garantiscano una tendenziale uniformità dei criteri di gestione della progressiva ripresa dell’attività giurisdizionale.Tocca ora alla politica intervenire, anche in via di urgenza, con norme più stringenti per agevolare la ripresa dell’attività giudiziaria, in modo uniforme”.

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