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Crimi: «I boss ai domiciliari? Bonafede sta lavorando a un decreto per rimandarli in carcere a emergenza finita»

Il capo politico dei 5 Stelle: «Il ministro ha fatto un decreto legge per impedire che un magistrato decida autonomamente senza avere dei pareri della direzione nazionale Antimafia»
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Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, torna a dettare la linea, dopo 48 ore di passione e una setttimana ancora più complicata sul fronte della giustizia, con il ministro e capodelegazione Alfonso Bonafede sulla graticola.

«Le persone che sono state scarcerate lo sono state su decisione dei magistrati di sorveglianza. Le decisioni vengono prese dai giudici. Quelle leggi che hanno applicato sono leggi precedenti al ministro Bonafede», ha detto Crimi a Radio 24, scaricando completamente la responsabilità delle scelte sui magistrati di sorveglianza. Poi ha rincarato la dose, anticipando che il ministro è pronto a metterli “sotto tutela”: «Oggi il ministro Bonafede ha fatto un decreto legge per impedire che ciò avvenga di nuovo e un magistrato non decida autonomamente senza avere dei pareri della direzione nazionale Antimafia e so che sta lavorando anche a una misura per riportarli in carcere, una volta venute meno le condizioni per l’emergenza».

Parole, quelle di Crimi, che faranno discutere le toghe e che hanno stupito soprattutto perchè non venute direttamente dal ministro.

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