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«Noi giovani avvocati, i più colpiti dalla crisi e i più dimenticati»

La lettera di un gruppo di legali ai ministri di Economia e Lavoro e al presidente di Cassa forense: «Abbiamo bisogno di risorse»
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Ill.mo Ministro Roberto Gualtieri,

Ill.ma Ministra Nunzia Catalfo,

Ill.mo Presidente Nunzio Luciano,

siamo un gruppo di giovani Avvocati/e iscritti/e ai rispettivi Ordini territoriali nel biennio 2019-20 e, in rappresentanza di numerosi Colleghi e Colleghe, torniamo a scrivere alle SS.VV. per esporre alcune criticità che destano non poche preoccupazioni all’interno dell’Avvocatura e, in generale, nel mondo dei giovani professionisti.

Come noto, nell’ambito della manovra economica varata dal Governo a sostegno dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli Enti previdenziali privati, le risorse stanziate ammontano ad € 200 milioni, somma risultata sufficiente per coprire una platea di soli 333.333 mila richiedenti.

È altresì risaputo che i fondi destinati all’erogazione dell’indennità prevista dal c.d. Fondo per il Reddito di ultima istanza (ex art. 44 Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla Legge 26 aprile 2020, non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale), hanno coperto esclusivamente le istanze pervenute nei primissimi giorni di aprile e, ad oggi, molti Colleghi non hanno ancora ricevuto alcun aiuto economico pur versando in una situazione di necessità in conseguenza dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese.

Invero, lo stanziamento di una somma insufficiente al soddisfacimento di tutte le domande ha causato un’avvilente ed ingiusta “corsa” che ha visto partire con enormi svantaggi proprio i più giovani, molti dei quali non in possesso dei codici per poter accedere al sito di Cassa Forense e frenati, altresì, dall’incertezza interpretativa dell’art. 1, comma 2, lett. a) e b) del Decreto Interministeriale del 28 marzo, risolta solo nel pomeriggio del 21 aprile dopo il chiarimento fornito dal Ministero del Lavoro.

Dagli organi di stampa e dall’Adepp abbiamo appreso che le domande inoltrate a tutte le Casse di previdenza alle ore 20.00 del 21 aprile sono state 451.715 mila, per cui si prevede la mancata erogazione del bonus per 130.000 mila professionisti, in attesa ancora del primo sostegno economico.La situazione per la professione forense (avvocati e praticanti) è ancora più seria giacché, oltre ad un numero di esclusi pari a circa 35.000 mila, la condizione è ulteriormente aggravata dal perdurante impedimento di svolgere la stragrande maggioranza dei contenziosi nei Tribunali (fino all’11 maggio), dai primi provvedimenti amministrativi che in vari Fori stanno rinviando le udienze ed ogni coseguente provvedimento a date anche di molto successive al 30 giugno, dall’impossibilità di incontrare i propri clienti negli Studi professionali (per giunta da sanificare) e, in generale, dalla complessiva contrazione della capacità reddituale dei cittadini che porranno – ancor di più – il pagamento degli onorari agli ultimi posti della propria scala di priorità.In questo difficile contesto per l’intera categoria, la posizione della giovane Avvocatura risulta ancor più gravosa: oltre alle spese quotidiane e, per taluno, dei canoni di locazione o rate di mutui, non risulta possibile contare su una clientela stabile.

Inoltre, molti degli Studi dove operiamo in regime di monocommittenza (ossia un occulto rapporto di lavoro subordinato) senza alcuna tutela, ci hanno comunicato l’impossibilità di proseguire la collaborazione.Ebbene, innanzi ad una situazione economica così instabile, la tempestività nell’erogazione di una misura di sostegno al reddito non va considerata come un elemento secondario, tutt’altro, essa determina la reale efficacia dell’assistenza che lo Stato intende garantire ai lavoratori autonomi e, proprio per questo, crediamo che non sia possibile indugiare ancora!

Non possiamo attendere la variazione di bilancio della quota del limite di spesa ai sensi dell’art. 126, co. 7 del Dl 18/2020, l’approvazione del c.d. D.l. di Aprile, il successivo trasferimento delle risorse alle Casse ed, infine, i tempi di erogazione delle indennità.Alle porte del mese di maggio, esiste una priorità assoluta: la liquidazione del sostegno risalente al mese di marzo.

Ci rivolgiamo in primis al Governo, nella persona del Ministro Gualtieri e della Ministra Catalfo, affinché sia previsto un immediato rifinanziamento dei fondi inizialmente stanziati ed, altresì, indirizziamo questa nostra missiva al Presidente di Cassa Forense Nunzio Luciano rinnovando la richiesta – già formulata in data 20 aprile u.s. – di garantire, con proprie risorse e nel più breve tempo possibile, la soddisfazione delle domande rimaste ingiustamente sospese, così come operato dalla maggior parte degli Enti previdenziali privati.

Siamo consapevoli dello sforzo economico già sostenuto da Cassa Forense, e non ci sfugge la necessaria parsimonia di chi è chiamato ad amministrare il patrimonio di centinaia di migliaia di colleghi volta a garantire una lunga sostenibilità per i trattamenti pensionistici, ma abbiamo contezza della solidità del nostro Ente previdenziale, del certo rifinanziamento dello Stato ed, infine, della “restituzione” che entro il 31 dicembre p.v. saremo obbligati a porre in essere con il pagamento dei Contributi minimi previdenziali.

Confidando nella Vostra collaborazione in un momento così difficile per il mondo delle professioni chiediamo indifferibili e concrete risposte e ci permettiamo di evidenziare la necessità di una revisione della norma sul divieto di cumulo di pensioni contenuta nell’art. 34 del Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. “Dl Liquidità”) che, in modo irragionevole e discriminatorio, sta privando tanti professionisti che hanno un rapporto di lavoro dipendente, co.co.co., borsa di dottorato o una pensione minima di reversibilità, ancorché percettori di bassi redditi, di qualsiasi strumento di sostegno economico previsto dal Governo.

Chiediamo, inoltre, una celere approvazione di una misura non inferiore ad € 800,00 per il mese di aprile appena trascorso e per quello di maggio, ritenendo necessario lo stanziamento di risorse in misura sufficiente al soddisfacimento di tutti i richiedenti.Con l’auspicio che queste nostre richieste possano trovare pronta soddisfazione a tutela dell’Avvocatura e di tutti i professionisti, ringraziamo per l’attenzione e cogliamo l’occasione per porgere il ns. saluto.

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