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Troppe multe agli avvocati che vanno in studio. Nardo scrive al prefetto

"Gli avvocati si recano in studio solo quando devono prendere un fascicolo da studiare o eseguire attività che non riescono ad a compiere da casa"
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«Gli avvocati milanesi fin da subito si sono messi in smart- working, accogliendo le indicazioni per il contenimento del Covid- 19 valevoli per tutti i cittadini. Io per primo lavoro da casa e cerco di dare il buon esempio», dichiara Vinicio Nardo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, a proposito delle multe comminate ad alcuni legali milanesi dopo essere stati fermati dalle forze di polizia mentre si recavano presso i propri studi.

«Ho ricevuto – sottolinea Nardo – nei giorni scorsi alcune segnalazioni da parte di colleghi che sono stati sanzionati in quanto, a dire degli agenti, non avevano giustificati motivi per spostarsi. Gli avvocati si recano in studio solo quando devono prendere un fascicolo da studiare o eseguire attività che non riescono ad a compiere da casa», ricorda Nardo.

Ultimamente è stata prevista anche la possibilità di ricevere i clienti. «Il servizio giustizia è essenziale e non si può fermare», sottolinea il presidente degli avvocati milanesi, evidenziando che i problemi interpretativi sono stati dovuti all’accavallarsi in questi mesi dei provvedimenti del governo, i cd Dpcm, con le ordinanze della Regione Lombardia. All’inizio sembrava infatti che anche gli studi legali dovessero rimanere chiusi. «Come Consiglio dell’Ordine di Milano abbiamo inviato al prefetto del capoluogo lombardo una richiesta di precisazioni», aggiunge Nardo, precisando che per quanto attiene alle indicazioni da apporre sul modulo dell’autocertificazione «vige sempre il segreto professionale: ci sono obblighi di riservatezza e non è opportuno esplicitare il dettaglio delle attività da compiere in studio».

La richiesta degli avvocati alle forze di polizia è quindi di una uniformità di comportamenti. «In alcuni realtà del Paese è sufficiente mostrare il tesserino di appartenenza all’Ordine», fa notare Nardo. Il prefetto di Sondrio è stato fra i primi ad intervenire sul punto con una circolare esplicativa. «Cum grano salis», è la frase con cui si conclude la nota prefettizia e che sintetizza quale dovrebbe essere l’approccio da parte di tutti in questo delicato momento. «Non si deve scivolare nell’autoritarismo: l’avvocato non deve avere il timore che recarsi presso il proprio studio possa essere causa di una multa. Alcuni comportamenti di esponenti delle forze di polizia stanno suscitando più di una perplessità», il commento di Nardo, rimasto colpito «dalla visione di un filmato, divenuto virale in rete e diffuso dagli stessi agenti accertatori, in cui si dileggiava la persona sanzionata durante un controllo, mostrando anche i suoi dati sensibili indicati nel verbale». E a proposito di “eccessi”, è di domenica scorsa l’irruzione di un carabiniere in una chiesa di Soncino ( CR) per interrompere la celebrazione eucaristica. Il filmato ha suscitando una valanga di commenti negativi.

 

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