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Usa è crisi profonda: in un mese 22 milioni di disoccupati

Le domande di sussidi di disoccupazione si sono attestate sui 5,24 milioni dopo i 6,61 milioni della settimana precedente
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Mentre galoppa la crisi economica, negli Stati Uniti c’è anche il rischio di una crisi istituzionale e costituzionale in seguito alla drammatica epidemia di coronavirus in corso. Gli ultimi dati del dipartimento del lavoro Usa mostrano con grande evidenza il quadro drammatico che si vive in America alla pari del resto del mondo: le domande di sussidi di disoccupazione si sono attestate sui 5,24 milioni dopo i 6,61 milioni della settimana precedente, e complessivamente 22 milioni di americani hanno chiesto i sussidi nelle ultime 4 settimane. Un numero record che non si vedeva da decenni e che equivale al numero dei posti di lavoro creati nell’ultimo decennio di espansione. A questo si aggiungono gli altri dati negativi, con la produzione industriale crollata del 5,4% a marzo ( mai così male dal 1946), e una flessione delle vendite al dettaglio dell’ 8,7%.

In questo contesto, il presidente Donald Trump sempre più minaccia di gestire in prima persona tutte le situazioni avocando a sé poteri per superare quelli degli altri istituti democratici. Trump ha minacciato di usare la sua ‘ autorità costituzionale’ per sospendere formalmente le due camere del Congresso – ora in pausa sino a inizio maggio. La minaccia – che è stata subito criticata e respinta – è legata al fatto che diverse nomine da lui indicate sono ferme da molto tempo. Si tratta anche di nomine che vanno avanti da molti mesi, anche se Trump ha citato come esempio alcune nomine legate all’emergenza coronavirus, in modo tale che a suo dire il ritardo nel via libera comporta un ostacolo alla lotta all’epidemia.

Ma Trump ha anche un altro fronte aperto, quello contro i governatori: il presidente ha affermato in conferenza stampa che ci sono «numerose clausole» nella Costituzione che gli consentono di bypassare le scelte dei governatori se saranno in contrasto con la sua strategia sul Covid- 19, e in particolare e in merito alla riapertura dell’economia su cui lui sta puntando. Trump senza fare alcun riferimento preciso ha ribadito: «quando uno è il presidente degli Stati Uniti, la sua autorità è assoluta. Ed è giusto che sia così». In questo modo ovviamente ha compattato contro di sé una dura reazione dei governatori, guidati dal democratico di New York Andrew Cuomo. Poi il presidente ha corretto il tiro riaprendo al dialogo, finché non è tornato sulla questione della riapertura dell’economia: per Trump gli Stati Uniti hanno probabilmente «superato il picco» della pandemia e quindi si sente in grado di illustrare le linee guida per riaprire le attività economiche.

 

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