emergenza coronavirus 13 Apr 2020 11:01 CEST

La ricetta di Burioni: “Mascherine e test a tappeto. Presto ne usciremo”

Per il virologo “quello che noi stiamo imparando da questo virus è che la contagiosità è molto superiore a quella che pensavamo e molta viene da persone che non hanno sintomi quindi tutti dobbiamo considerarci malati, tutti potremmo essere infettivi”

“Siamo stati bravi, i risultati li vediamo dai numeri. Ci sono meno ingressi in ospedale e in terapia intensiva: il nostro comportamento sta dando i primi frutti, non dobbiamo mollare”. Dopo mesi di buio, anche il virolgo Roberto Burioni vede una luce in fondo al tunnel.

Ma avvisa: “Non possiamo dare date esatte ma sapremo che ne usciremo”. E per quando sarà il momento “dobbiamo prepararci, non possiamo non avere le mascherine”.

Mascherine, tamponi e app per il tracciamento dei cellulari. Sono infatti questi gli strumenti che permetteranno agli italiani entrare in sicurezza nella fase 2 dell’emergenza del Coronavirus. “Quello che noi stiamo imparando da questo virus è che la contagiosità è molto superiore a quella che pensavamo e molta viene da persone che non hanno sintomi quindi tutti dobbiamo considerarci malati, tutti potremmo essere infettivi” dice  Burioni.

“Per questo quando usciremo, tutti dovremo portare le mascherine. E su questo dobbiamo cominciare a prepararci” ha aggiunto. Inoltre “serve fare tamponi, tantissimi test, perché questa malattia può durare anche un mese. E poi – sottolinea il virologo – servono le app per tracciare tutti i contatti”.

 

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