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Rivolta nel carcere siberiano: un morto e 300 feriti

I detenuti sono riusciti a uscire dalle loro celle, dopo essersi procurati ferite, e hanno dato inizio alla rivolta per protestare contro i maltrattamenti sistematici da parte delle guardie
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Un detenuto è morto e altre 300 persone sono rimaste ferite in una violenta rivolta scoppiata nella prigione di Angarsk, vicino al Lago Baikal, in Russia. Solo l’intervento delle forze speciali russe ha consentito alle guardie di riprendere il controllo del carcere e di spegnere le fiamme questa mattina. L’esatta dinamica degli eventi non è stata ancora chiarita.

Secondo una prima ricostruzione, fra i dieci e i venti detenuti sono riusciti a uscire dalle loro celle, dopo essersi procurati ferite, e hanno dato inizio alla rivolta per protestare contro i maltrattamenti sistematici da parte delle guardie. Diversi reparti della Colonia penale numero 15 sono stati dati alle fiamme. L’incendio era visibile nella notte di ieri anche da molto lontano.

Un detenuto è morto e altre 300 persone sono rimaste ferite in una violenta rivolta scoppiata giovedì nella prigione di Angarsk, vicino al Lago Baikal, in Russia. Solo l’intervento delle forze speciali russe ha consentito alle guardie di riprendere il controllo del carcere e di spegnere le fiamme questa mattina. L’esatta dinamica degli eventi non è stata ancora chiarita. Secondo una prima ricostruzione, fra i dieci e i venti detenuti sono riusciti a uscire dalle loro celle, dopo essersi procurati ferite, e hanno dato inizio alla rivolta per protestare contro i maltrattamenti sistematici da parte delle guardie. Diversi reparti della Colonia penale numero 15 sono stati dati alle fiamme. L’incendio era visibile nella notte di ieri anche da molto lontano.

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