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Il picco non è ancora superato: stabili i dati. Sei decessi in più rispetto a ieri

L'annuncio di Borrelli: «Per la fase 2 per il momento c'è una sola data, che è quella del 13 aprile. Mie parole travisate»
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Il picco non può dirsi ancora raggiunto, ma la curva si sta appiattendo. Emerge questo dall’ultimo bollettino della Protezione civile sull’andamento dei contagi di Coronavirus in Italia. Sono 85.388  le persone attualmente positive, con un incremento di 2.339 pazienti (2.477 ieri), somma ricavata sottraendo dal totale dei guariti e dei decessi. Ma il calo della curva epidemica continua, con un incremento del 3,9%, contro il 4,2% di ieri. Di questi, come comunicato nel corso del bollettino quotidiano, 4.068 sono in terapia intensiva, 28.741 sono ricoverati con sintomi, mentre la maggior parte dei pazienti, 52.572, ovvero il 62%, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Sono 766 i nuovi deceduti, sei in più rispetto a ieri, per un totale di 14.681. Sono 19.758 le persone guarite, 1.480 in più rispetto a ieri. Ad oggi, dunque, si sono verificati 119.827 casi in totale.

Il dato totale dei tamponi effettuati fino ad oggi è di 619.849, 80mila solo tra ieri e oggi. Raccolte oltre 104 milioni di donazioni.

In Lombardia, l’incremento è del 3,1%, un po’ di più rispetto a ieri, quando era sceso al 2,8%. I contagi totali in Lombardia sono 47.520,  1.455  in più rispetto a ieri, quando l’incremento era stato di 1.292 casi.

 

I dati al 3 aprile

 

I chiarimenti sulla “fase 2”

«Per quanto riguarda la fase 2 – ha chiarito il capo della Protezione civile Angelo Borrelli – per il momento c’è una sola data, che è quella del 13 aprile, così come ha annunciato il presidente del Consiglio. Alcune mie parole sono state equivocate, perché avevo fatto un ragionamento per dire che le misure sarebbero state determinate in ragione dell’evoluzione della situazione in atto e che quello che stiamo fronteggiando è un virus nuovo e per questo motivo è difficile fare previsioni e abbassare la guardia. Mi dispiace questo mio ragionamento sia stato schematizzato in un titolo che non ha reso bene l’idea di quello che volevo dire».

 

 

 

Per quanto riguarda la terapia intensiva, lunedì verrà pubblicato il resoconto dei primi 1.310 pazienti assistititi in terapia intensiva, che dimostra come 874 avevano delle comorbilità in larga parte correlati all’ipertensione e a malattie cardiovascolari. Il 90% di loro ha subito una ventilazione invasiva. La mortalità è stata attorno al 15%, concentrata per lo più per i pazienti tra i 69 e i 90 anni, ha spiegato Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione del Policlinico Gemelli, nonché componente del Comitato scientifico.

«C’è un calo nella trasmissione del virus. La realtà ci dice che le misure di contenimento hanno un’efficacia – ha aggiunto -, il che è confermato dal calo dei ricoveri in terapia intensiva. Ma il modello e quindi l’evoluzione è continua ed è difficile» stabilire quali saranno le misure da adottare durante la “fase 2”.

Brusaferro: «La curva dei nuovi casi in discesa, le misure stanno funzionando, vanno mantenute per non farla ripartire»

Ieri, con 4.668 contagi, l’aumento percentuale era stato del 4,2%, confermando, dunque, la diminuzione della percentuale dei contagiati giornalieri rispetto al totale contagi del giorno precedente per l’undicesimo giorno consecutivo, con un valore più che dimezzato in questo periodo.

«La curva dei nuovi casi decresce progressivamente, le misure stanno funzionando, vanno mantenute. Se non si controlla bene la curva nella fase discendente, infatti, può tornare a crescere rapidamente» ha dichiarato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla terza conferenza stampa per presentare l’analisi sull’andamento epidemiologico relativo al Covid-19 in Italia, realizzato dall’Iss. Hanno partecipato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss, Giovanni Rezza.

 

Andamento dei positivi in Italia

 

Confermate le caratteristiche della popolazione colpita da coronavirus presentano una severità nel 20% dei casi e criticità nel 3%. Restano costanti età mediana dei casi positivi, 62 anni, prevalenza di sesso maschile e co-morbidità.

Si conferma che tra i deceduti le donne sono il 30% e mantengono un’età più elevata, 82 anni, rispetto agli uomini (78). Senza misure in 6 mesi – ha sottolineato invece l’epidemiologo Giovanni Rezza – avremmo avuto immunità di gregge con un grande numero di morti. Se avessimo ceduto – ha proseguito Rezza – al Sud avremmo avuto tante Codogno».

L’epidemiologo ha parlato di «moderato ottimismo» per le regioni meridionali e spiegato che «se ci sarà una fase 2, questa dovrà essere graduale per minimizzare il rischio di una ripresa del numero dei casi».

Locatelli, ha dichiarato che «Fortunatamente le regioni del Centro-Sud del Paese sono state risparmiate dall’ondata epidemica che ha colpito Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Indubbiamente è un successo della sanità italiana ma non dobbiamo abbassare la guardia, soprattutto nei giorni delle festività pasquali , è importante ribadire che dobbiamo stare a casa per riuscire a gestire l’epidemia e per proteggere i soggetti più fragili».

inoltre ha ricordato che «Sono otto gli studi sui farmaci anti-Covid-19 al momento approvati dall’Agenzia italiana per il farmaco. Occorreranno ancora pochi giorni per completare la validazione dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro il nuovo coronavirus, che vanno validati in modo metodologicamente rigoroso. Inoltre dal 6 aprile, è aperta la partecipazione al bando per la ricerca su Covid-19 che dà accesso a 7 milioni di finanziamento complessivo del ministero».

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