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La cura del prof magrebino che disobbedisce a Macron

Il professor Didier Raoult somministra un cocktail farmacologico da lui concepito a Marsiglia
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“Non sono un outsider, sono solo avanti rispetto agli altri”. Parole di Didier Raoult, il direttore dell’ospedale universitario di Marsiglia che ha deciso di disobbedire alle linee guida del governo francese. Per contrastare il coronavirus il professore francese nato a Dakar e con trent’anni di esperienza nel campo delle malattie infettive ha aperto ai test su larga scala: Parigi finora ha concesso il tampone solo in limitati casi sospetti di coronavirus .

E così  ogni mattina all’alba  davanti all’ospedale La Timone, centinaia di persone si sono messe in fila, rispettando le distanze di sicurezza per accedere all’edificio ultramoderno dell’IHU specializzato in malattie infettive.  Sono settimane che il professore sostiene la necessita dei tamponi su larga scala, ma soprattutto, nonostante l’assenza di prove scientifiche, ha continuato ad insistere sull’efficacia del cocktail farmacologico da lui concepito: un mix tra l’antimalarico idroclorochina e un antibiotico, l’azitromicina. Un rimedio che, da ieri sera, ha deciso di somministrare ai pazienti affetti da coronavirus ricoverati nell’ospedale da lui diretto. “Non farlo sarebbe amorale”, si legge nel comunicato diffuso ieri sera. Oggi, nel consueto punto stampa di fine giornata, il ministro della Salute, Olivier Véran, ha annunciato l’adozione di un decreto nelle prossime ore per “regolamentare” l’uso dell’idroclorochina che potrà essere somministrata solo in ambiente ospedaliero, in seguito al via libera collegiale dei medici e solo per i casi severi di coronavirus. Condizioni, quelle impartite stasera da Parigi, che rispondono alle direttive espresse poco prima dall’Alto Consiglio francese di Salute pubblica.

In tv e sui social, nelle ultime ore, si erano moltiplicate le testimonianze positive di chi crede nel rimedio di Raoult, incluso quella del sindaco di Nizza, Christian Estrosi, risultato positivo nei giorni scorsi al Covid-19, o della deputata Valérie Boyer, entrambi iscritti al partito dei Républicains che ha invocato ieri una commissione d’inchiesta sulla gestione dell’epidemia da parte di Macron. L’antimalarico ha ricevuto nei giorni scorsi l’endorsement del presidente Usa Donald Trump mentre il gruppo FakeMed, che riunisce esperti in lotta contro le false informazioni in campo sanitario, ha lanciato l’allarme sui pesanti effetti collaterali del farmaco, che in determinati soggetti può presentare gravi rischi cardiaci.

Finora, la cura marsigliese è stata sperimentata su un numero limitato di pazienti, appena 24, alcuni dei quali asintomatici, altri con sintomi alle alte vie respiratorie e altri ancora con problemi alle basse vie respiratorie, come polmoniti o bronchiti. In tutti, assicura Raoult insieme agli altri autori della ricerca, è stata osservata “una significativa riduzione della carica virale” e questo, aggiungono, indica come l’idroclorochina associata all’azitromicina è “molto più efficiente ai fini dell’eliminazione del virus”. I risultati ottenuti finora sono promettenti e, sebbene occorrano ulteriori test (incluso europei) prima di stabilire la validità della combinazione dei due farmaci, secondo Raoult e la sua squadra potrebbero aprire la possibilità di contrastare la malattia del coronavirus in attesa che arrivino farmaci mirati e, soprattutto, il vaccino

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