Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Dati ancora in calo: 602 i morti. «Ora blocchiamo la diffusione»

Scende anche il numero dei guariti: 408 nelle ultime 24 ore. «È il momento di mettere il genio italiano al servizio di questa battaglia»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

La deflessione procede lentamente, ma c’è. E ciò fa sperare che il picco sia già alle spalle. I nuovi numeri diffusi dalla protezione civile raccontano di una riduzione di poche decine di casi, ma comunque quanto basta per fare affidamento sulle misure di contenimento messe in campo dal governo. Sono 602 i nuovi decessi, 49 in meno rispetto al giorno precedente, che portano il totale a 6.077, mentre sono 408 i guariti nelle ultime 24 ore, cifra che porta il totale a 7423. Il numero delle persone positive è aumentato di 3780 unità, per un totale 50.418. Di questi, 26.522 sono in isolamento domiciliare, senza sintomi o con sintomi lievi e 3204 in terapia intensiva, pari al 6%, dunque meno della scorsa settimana, quando la percentuale si aggirava stabile attorno al 10%.

L’attività della centrale remota di soccorso sanitario ha portato al trasferimento di quattro pazienti dalle regioni rosse ad altre regioni, per un totale di 68 dall’inizio dell’emergenza, dei quali 28 positivi al coronavirus. La Germania ha invece accolto i primi due pazienti italiani e nei prossimi giorni ne accoglierà altri sei. «Questo – ha commentato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli – ci evidenzia quanto sia importante la solidarietà internazionale».

 

 

«Questa è una settimana importante per valutare l’andamento delle nostre curve – ha dichiarato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità -. Ma dobbiamo ricordarci che in questo momento un grande contributo alle curve viene dalle regioni del nord, dove c’è una grande circolazione. E il nostro sforzo è indirizzato ad evitare che queste curve si ripropongano nelle regioni del sud». Le terapie intensive, ha sottolineato Brusaferro, «sono state messe a dura prova» in molti ospedali. Ma un altro degli elementi importanti, per fare in modo che la curva torni a scendere, «è fare in modo che i nuovi positivi riducano in maniera drastica la possibilità di trasmettere il virus ad altri». Insomma, tocca mantenere le distanze sociali, rispettare le misure imposte dal governo. «Guardo con attenzione» al fatto che per il secondo giorno consecutivo la crescita dei contagi su base quotidiana sia diminuito «ma non mi sento di sbilanciarmi sul fatto che ci sia un trend in diminuzione. Noi oggi censiamo qualcosa che riguarda le misure di due settimane fa», ha aggiunto. «Quello che dobbiamo fare oggi per evitare che tra 15 giorni possiamo avere questo numero di casi è fare in modo che i positivi o i sospetti non trasmettano. Una strategia senza la quale non c’è numero di terapia intensiva che tenga». Infine Brusaferro ha sottolineato la nuova call strategica che mira a individuare tutte le potenziali tecnologie che possono aiutare a supportare la battaglia. «Credo che sia un passaggio che consente di raccogliere idee e sviluppare tecnologie importanti», ha aggiunto Brusaferro.

Il sud, ha spiegato il presidente dell’Iss, presenta dati confortanti, ma la preoccupazione è alta. «Ho visto strade piene di gente e situazioni che in altri contesti non vediamo. Non so se si tratta di episodi – ha commentato Brusaferro – se però l’atteggiamento rimarrà rigoroso e unitario nel Paese avremo concrete possibilità che le curve non peggiorino. Se però non siamo rigorosi non sarà questione di latitudine. Siamo noi gli artefici di come si modellerà la curva nei prossimi giorni». Anche nelle regioni del Sud si sta proseguendo al potenziamento delle terapie intensive, con l’acquisizione di nuovi posti ma anche di materiale sanitari.

Altro tipo di solidarietà è quella delle donazioni, con uno slancio che ha portato a raccogliere oltre 25 milioni e mezzo sul conto corrente del dipartimento della Protezione civile nel giro di pochissimi giorni. «Le risorse saranno destinati all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, materiale sanitario e respiratori per potenziare la capacità di risposta del nostro Paese al contrasto dell’epidemia di coronavirus», ha chiarito Borrelli. Che ha ringraziato anche Russia, Cina, Cuba, Francia e Germania, «che ci hanno messo a disposizioni uomini e mezzi per contrastare questa epidemia».

 

Ultime News

Articoli Correlati