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Coronavirus: altre 651 vittime, ma sono meno di ieri

Angelo Borrelli, capo della protezione civile, indica in lieve flessione il numero delle vittime da coronavirus
IL BOLLETTINO (CON VIDEO). Borrelli offre un filo di speranza a cui aggrapparsi: i deceduti fanno registrare un dato più basso rispetto al tragico record di ieri, quando erano stati 793. E anche i nuovi contagi sono in significativa diminuzione: 5.560 contro i 6.557 di ieri
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Continua a salire la crescita dei contagi da coronavirus in Italia ma con un andamento «in controtendenza rispetto a ieri», dice il capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli. Un calo che riguarda anche il numero delle vittime.

I casi totali di persone già colpite dal virus sono balzati a 59.138, con un incremento di 5.560 in un solo giorno (inferiore però al dato record di ieri di +6.557). Dal bollettino letto poco fa nel briefing con la stampa per fare il punto sull’epidemia (vedi a fine articolo il link al video completo), i casi attualmente positivi sono 46.638 (+3.957), i guariti salgono a 7.024, con un balzo di 952 in un giorno. Le vittime segnano +651 rispetto a ieri, quando però erano state 793, portando il totale a 5.476, e ben 361 di queste nuove vittime sono registrate in Lombardia e 101 in Emilia Romagna.

I ricoverati con sintomi sono in tutto 19.846 (+2.138); in terapia intensiva sono 3.009 (+152); in isolamento domiciliare 23.783 (+1.667). I casi totali sono quindi 59.138, appunto, (+5.560); i tamponi eseguiti ad oggi sono 258.402 (+25.180 rispetto a ieri).

Ed è ancora la Lombardia a pagare di più: sono 361 le nuove vittime, con il totale regionale che arriva 3.456. E anche l’Emilia Romagna conta oggi un elevato numero di morti: 101, portando il totale regionale a 816. Sono 23 le vittime di oggi in Veneto, 45 in Piemonte, 30 nelle Marche, 19 in Toscana, altrettanti 19 in Liguria, 11 in Abruzzo, e via via le altre regioni.

«Quelli di oggi sono numeri in controtendenza rispetto ieri, e mi auguro che questa tendenza venga confermata nei prossimi giorni, ma non bisogna abbassare la guardia», sono le parole con cui Borrelli accompagna la diffusione dei dati, «bisogna tenere le misure che sono state date, anche nei provvedimenti del governo».

Poi il capo della Protezione civile si è soffermato su un aspetto per  lui particolarmente doloroso:  «Oggi abbiamo registrato anche nel nostro dipartimento 12 colleghi risultati positivi al coronavirus. Abbiamo subito intrapreso tutte le iniziative necessarie per la sanificazione degli ambienti e provveduto ad adottare tutte le misure necessarie. Vorrei ringraziare gli uomini e le donne del Dipartimento, impegnati in questa emergenza – ha quindi aggiunto, stanno dimostrando grande senso di responsabilità e del dovere. Sono quasi due mesi che lavoriamo dalle 14 alle 15 ore al giorno senza sosta ed esitazione».

Tra i dati destinati a suscitare la più profonda impressione ci sono quelli che riguardano la Lombardia, ma uno in particolare, da oggi: nella regione italiana più colpita si sono verificati, a questo punto, più vittime per il coronavirus di quelle registrate in Cina: 3.456, dunque più della Cina dove i morti sono stati 3.261.

Durante la conferenza stampa, un’analisi qualitativa delle statistiche è stata proposta in chiave seppur misuratamente positiva anche dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli: «La prossima sarà quella decisiva per capire se le misure stringenti adottate dal governo l’11 marzo sul fronte della lotta alla diffusione del coronavirus in Italia siano state efficaci o meno». I risultati delle misure adottate l’11 marzo , ha aggiunto Locatelli, «erano attesi sostanzialmente a partire dalle due settimane o tre settimane da quella data. E quella che andremo ad iniziare sarà assolutamente cruciale e su questa ci aspettiamo di vedere finalmente un segnale di inversione di tendenza».

Il presidente del Consiglio superiore di sanità ha quindi aggiunto: «Faccio appello alla responsabilità di tutti i cittadini, sappiamo cosa vuol dire e vorrà dire andare ad impattare in maniera così importate sullo stile di vita che tutti noi ogni giorno abbiamo, ma questo – ha avvertito – è il momento per trarre maggiore incentivazione e motivazione per proseguire in questi comportamenti individuali che ci permetteranno di prevenire una diffusione ulteriore del virus e un allargamento a quelle regioni che a oggi numericamente non configurano uno scenario così impegnativo come in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna».

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA CON IL BOLLETTINO DI OGGI

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