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Esercito e droni sulle città: è sempre più modello cinese

I governatori chiedono l’intervento militare. Perplessità tra dem e grillini. Morra (M5s): «siamo una democrazia. Eppure tanti invocano i soldati per far rispettare le regole, non è un paradosso?»
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Esercito, droni e controlli a tappeto. Il modello italiano somiglia sempre più a quello cinese. Per contrastare il diffondersi del contagio e convincere i cittadini a rimanere a casa il più possibile, sindaci e governatori invocano misure sempre più severe o si attrezzano autonomamente. Chiedono l’impiego massiccio di militari i presidenti della Lombardia, della Campania e della Sicilia, estendendo le funzioni di controllo dei soldati, già previsto dall’operazione “Strade sicure”. «Abbiamo chiesto un loro impiego nella qualità di agenti di pubblica sicurezza», spiega il governatore siciliano Nello Musumeci. «È normale che siano gli stessi prefetti a dirottare i ragazzi a supporto delle forze dell’ordine per scoraggiare gli strafottenti o indirizzare in modo giusto chi arriva nell’isola», aggiunge. Per il presidente lombardo, Attilio Fontana, l’intervento del governo, che ha inviato in Regione 114 militari è un buon segnale, ma del tutto insufficiente, perché quel numero di uomini per l’intero territorio regionale «vuol dire praticamente niente. Credo che si debba aggiungere almeno uno zero per iniziare a discutere seriamente del problema».

Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte valuta la possibilità di nuove misure restrittive, ma le richieste dei governatori trovano subito sponda nelle opposizioni. A cominciare da Matteo Salvini, «assolutamente» favorevole all’impiego dell’Esercito. Non solo, a emergenza finita, il Carroccio potrebbe proporre «il servizio militare e civile obbligatorio, con nozioni di primo intervento». Tra le forze di maggioranza, solo Italia Viva si dice favorevole, per bocca del capogruppo al Senato Davide Faraone, a inviare soldati nelle nostre città. «C’è ancora chi ha bisogno di vedere tute mimetiche per strada per comprendere che deve stare a casa e uscire soltanto per ragioni di estrema necessità», scrive su Facebook l’esponente renziano. Molto più cauti dem e grillini, molto combattuti sul da farsi. Tra le voci fuori dal coro, si sente quella di Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, che twitta: «Siamo una democrazia. Eppure tanti invocano l’esercito per far rispettare “manu militari” le regole imposte dalla stessa democrazia. E o non è un paradosso? O forse non siamo propriamente una democrazia, ma piuttosto un’oclocrazia?». La presa di posizione costa a Morra gli attacchi della Lega, ma le stesse perplessità espresse dal senatore vengono condivise, anche se con toni meni perentori, dal presidente della Camera, Roberto Fico, e dal capo politico, Vito Crimi. Per il Pd è Matteo Orfini a chiedere un approccio più razionale al governo. «Di fronte a comportamenti irresponsabili ognuno di noi ha pensato cose piuttosto brutali. Ma arrivare a invocare l’esercito per strada mi sembra onestamente un po’ troppo. Ce la possiamo fare senza arrivare a questo. Sono sufficienti le forze dell’ordine. State a casa!», scrive sui social il deputato dem. E in attesa dei soldati, molti sindaci, da Udine a Reggio Calabria, hanno fatto alzare in volo alcuni droni “spia”. Con la ragione dell’emergenza tutto diventa lecito.

 

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