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Ecco come si svolgono le udienze in videoconferenza: i protocolli di Napoli, Milano e Roma

Le prassi adottate (e le piccole differenze) nei tre maggiori tribunali italiani e sottoscritte da avvocati, magistrati e forze dell'ordine
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Al via in tutta Italia i processi in videoconferenza. I primi esperimenti sono stati fatti già nelle scorse settimane e piano piano tutti i tribunali italiani si stanno adattando alla nuova situazione.

Il decreto “Cura Italia” emesso dal governo ha posticipato al 15 aprile il rinvio d’ufficio delle udienze non urgenti e la sospensione di tutti i termini, ma già il precedente decreto legge dell’8 marzo forniva le prime indicazioni per attrezzarsi all’udienza online. Il testo indica espressamente l’utilizzo dei programmi Skype Business e Teams di Microsoft e autorizza i collegamenti sia su dispositivi dell’ufficio che su quelli personali, ma con infrastrutture e aree di data center riservate in via esclusiva al Ministero della Giustizia.

In molti uffici – in particolare nei grandi tribunali di Milano, Roma e Napoli – il processo via Skipe sta diventando possibile grazie alla sottoscrizione di protocolli tra avvocati, magistrati e forze dell’ordine che hanno permesso di individuare strutture, allestire aule e omologare i sistemi di videoconferenza.

Milano

Grazie a un protocollo siglato il 14 marzo dall’Ordine degli Avvocati di Milano, la Camera penale, la Procura e il Tribunale, si sono iniziati a a celebrare i processi per direttissima via web, con cinque udienze svolte con Teams.

Nelle Aule del Palazzo di Giustizia, invece, sono state celebrate ieri le prime direttissime in teleconferenza. Inoltre, è stata resa funzionante la videoconferenza tra il tribunale e il carcere di San Vittore, per provvedere a convalide di arresti e fermi e agli interrogatori di garanzia.

CLICCA QUI | Per scaricare il protocollo di Milano

Anche i colloqui col proprio assistito in vista dell’udienza possono avvenire in videoconferenza. Chi non ha una connessione presso il proprio studio o a casa può recarsi in tribunale in apposite aule predisposte, ma secondo gli auspici dovrebbe trattarsi dell’opzione meno utilizzata.

Ecco come dovrebbe svolgersi l’iter processuale per un processo di convalida di arresto o fermo o giudizio direttissimo alternativo attraverso la piattaforma Microsoft Teams, cui possono accedere anche utenti esterni all’amministrazione giudiziaria, cioè gli avvocati e le forze dell’ordine.

La pg che ha proceduto all’arresto trasmette gli atti al pm di turno; indica all’avvocato il luogo nel quale l’arrestato viene custodito e l’ufficio più vicino attrezzato per la videoconferenza; il difensore comunica l’indirizzo mail a cui intende ricevere gli atti (anche non Pec). Il difensore comunica in che modo intende partecipare all’udienza.

La pg carica in formato Pdf su un portale dedicato, riservato agli atti urgenti. La segreteria del pubblico ministero forma un fascicolo digitale con gli atti scansionati. Il giudice si collega con le parti e concede un termine di un’ora – prorogabile – perchè lp’avvocato possa leggere gli atti e stabilire le interlocuzioni preliminari con l’assistito e i familiari.

Accertata la regolare costituzione delle parti, il giudice con decreto motivato dà atto che si procede con la partecipazione a distanza «per ragioni di sicurezza». Per gli avvocati, attenzione: il collegamento da casa o dall’ufficio non esonera però l’avvocato dall’indossare la toga.

Per rendere più stabile la connessione il giudice può autorizzare le parti a disattivare il video o il microfono. Si evitano rumori di sottofondo e l’audio sarà migliore.

Roma

Il 20 marzo anche  Tribunale di Roma ha siglato un protocollo con la Procura, il Consiglio dell’ordine degli avvocati, la Camera penale, la questura, i carabinieri, la guardia di finanza e tutti i carceri cittadini in materia di udienze mediante videoconferenza.

Il sistema è stato predisposto e testato, gli stumenti tecnici per consentire le udienze da remoto sono stati o organizzati e dunque anche la Capitale è pronta per la celebrazione delle udienze penali via Skype o Teams.

CLICCA QUI | Per scaricare il protocollo di Roma

La piattaforma scelta è “preferibilmente, Teams, applicativo che consente la più agevole partecipazione anche a utenti esterni alla amministrazione”.

Ai detenuti è garantita una linea telefonica fissa o mobile con la quale poter comunicare senza interferenze e in modo riservato con il difensore, il quale potrà sceglere – appena ricevuto l’avviso di arresto, fermo, fissazione di interrogatorio o udienze – se partecipare dal tribunale, dal carcere o con collegamento da remoto.

La polizia giudiziaria comunica al difensore il comando o il luogo più vicino al detenuto, attrezzato per il collegamento audiovisivo da remoto.

Il giudice dà atto a verbale delle modalità di effettuazione dell’udienza, nel corso della quale le parti possono introdurre documenti e avanzare istanze mediante chat o con posta elettronica diretta alla cancelleria.

Nei giudizi per direttissima, la pg trasmette alla procura tutti gli atti necessari per formare il fascicolo del pm in formato pdf; l’ufficio arrestati, acquisiti i certificati penali e pendenti provvede all’iscrizione e alla digitalizzazione del fascicolo, che viene poi inviato alla cancelleria e al difensore “in tempo per predisporre la difesa”.

Presso l’Ufficio arrestati viene garantita una postazione con la piattaforma teams.

Napoli

Anche il tribunale di Napoli ha siglato un protocollo di intesa con Procura, Ordine forense e Camera penale e il processo a distanza inizierà a funzionare lunedì 23 marzo.

In un allegato del protocollo, gli avvocati hanno sottolineato che il processo a distanza “determini il grave pericolo di compromissione dei diritti costituzionali e in particolare del diritto di difesa”. Tuttavia, preso atto della “drammatica eccezionalità delle condizioni sanitarie determinate dalla pandemia” le toghe hanno convenuto sulla necessità di “prevede modalità di celebrazione delle udienze con detenuti, arrestati o in stato di custodia cautelare, mediante videoconferenza con i collegamenti con remoto”. A patto che si tratti di soluzioni “di natura eccezionale e rigorosamente temporanea per il periodo di vigenza della legislazione di emergenza”.

CLICCA QUI | Per scaricare il protocollo di Napoli

Lo svolgimento delle udienze in videocollegamento avviene su Microsoft Teams e la persona arrestata/fermata/interrogata, se detenuta, è presente in videocollegamento dal carcere.

Ildifensore partecipa all’udienza da remoto, mediante collegamento dallo studio legale, salvo che decida di partecipare fisicamente in Tribunale o dal carcere. Il pm, invece, partecipa mediante collegamento dall’ufficio della Procura.

L’ufficio del Gip deve avvertire le parti anche telefonicamente dell modalità di collegamento e di orario. Gli atti giudiziari sono trasmessi al difesore via mail e condivisi nella “stanza virtuale” della videoconferenza.

Il giorno dell’udienza il cancelliere avvia l’udienza telematica e invita le parti; il difensore dichiara a verbale di collegarsi da sito riservato senza la presenza di terzi non legittimati e di aderire al protocollo, rinunciando a ogni eccezione relativa alle modalità di partecipazione all’udienza.

Prima di procedere all’udienza, il Gip condivide gli atti per consentire la visione al difensore; difensore e pm possono trasmettere ogni documentazione rilevante attraverso posta elettronica.

Il difensore può avere in qualsiasi momento colloqui personali con l’assistito, assicurati mediante linea telefonica riservata.

Per le udienze di celebrazione del giudizio direttissimo, il difensore indica alla pg l’indirizzo di posta elettronica al quale venire contattato per i collegamento e dove vengono trasmessi gli atti. Sono garantiti prima, durante e immediatamente dopo l’udienza i colloqui difensivi con collegamento telefonico o telematico riservato.

La pg procede a conferire gli atti in formato pdf sul portale riservato e la segreteria del pm forma il fascicolo digitale, che poi viene trasmesso al difensore, alla cancelleria e al pm designato.

Il giudice stabilisce il collegamento con i partecipanti all’udienza, accerta la regolare costituzione delle parti e dà atto che si procede con la partecipazione a distanza “per ragioni di sicurezza”.

Nel corso dell’udienza, le parti possono scambiarsi atti, produrre documenti e avanzare istanze mediante la chat attiva nella “stanza virtuale”  della videoconferenza o con posta elettronica.

Sono state inoltre individuate 4 caserme e un locale all’interno della sede della questura in via Medina, attrezzate per il collegamento da remoto dove l’arrestato sarà condotto oppure potrà recarsi senza scorta in caso di domiciliari.

Fino al prossimo 30 giugno saranno raccolti in videoconferenza gli interrogatori di persone detenute e i verbali dei collaboratori di giustizia.

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