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Un’app per tracciare i contagi: «Così fermeremo l’epidemia»

L'idea di un team tutto italiano: seguire l'esempio della Corea
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Un’app per tracciare in tempo reale i movimenti di coloro che sono risultati positivi al Coronavirus e avvertire chi ha avuto contatti con loro ed è, dunque, a rischio contagio. L’idea è di Luca Foresti, amministratore delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino, che sta svolgendo gli ultimi test per poi mettere l’app a disposizione della Protezione civile. Foresti, come riporta il Corriere della Sera, sta ora lavorando con i maggiori esperti italiani di analisi dei dati per condividere informazioni utili al fine di fronteggiare l’emergenza Covid-19, attraverso la creazione di una onlus guidata dalla direzione tecnico scientifica dell’ex commissario per l’Agenda Digitale Diego Piacentini e del presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi.

L’app, spiega Foresti al Corriere, serve  «a limitare e contenere i contagi intervenendo sui focolai in modo mirato» e permette, una volta individuati i soggetti positivi, di ricostruire tutti i loro movimenti nelle settimane precedenti, inviando un messaggio a coloro con cui sono entrati in contatto per segnalare il rischio contagio e, dunque, la necessità di sottoporsi ad autoquarantena. Lo stesso approccio sperimentato in Corea del Sud, Singapore e in parte in Cina e sul quale ieri l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso pareri positivi. Ma quello stesso sistema, ha anche fatto molto discutere, perché considerato “spionaggio” a tappeto dei contagiati con tracciamento dei cellulari e riconoscimenti facciali.L’app registra in modo anonimo eventuali sintomi, per permettere una previsione sulla diffusione, anche tra chi non ha effettuato un tampone. In tal modo, dunque, secondo Foresti, sarebbe possibile evitare di scoprire i casi quando le condizioni di salute risultano già gravi, prevenendo i sintomi più evidenti, in attesa di «auspicabili» test a tappeto.

«Siamo già in grado di rilevare su base statistica (e quindi anonima) assembramenti a rischio o di dire quali comuni hanno comportamenti sbagliati e quindi devono rivedere le politiche di contenimento». I dati sarebbero accessibili solo alla Protezione civile, per intervenire in tempo reale, permettendo anche «di informare e seguire i cittadini preoccupati o con sintomi, che adesso non sempre riescono a raggiungere i numeri di emergenza».Per quanto riguarda la privacy, «abbiamo sviluppato la app in collaborazione con Giuseppe Vaciago, avvocato ed uno dei maggiori esperti nella protezione dei dati sensibili in Italia. La app non rivela né i dati anagrafici né il numero di telefono delle persone». Inoltre, i dati tracciati non verranno resi pubblici, «ma avvertiamo in modo automatico coloro che sono stati in posti dove c’erano positivi». Il team è attualmente in contatto con il ministero per l’Innovazione digitale, «che ci ha dato il suo supporto. E siamo pronti a collaborare e unire le forze con chiunque abbia sviluppato altri strumenti utili».

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