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475 vittime in 24 ore: nemmeno in Cina così tante in un giorno solo. Ma il numero dei guariti supera i mille casi

Sono 2648 i nuovi pazienti positivi, che portano il totale a 28.710
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Sono 1084 i guariti nell’ultimo giorno, «un numero veramente importante», che porta a 4025 il totale delle persone guarite, con un incremento del 37% rispetto al valore precedente. Ma è anche il giorno in cui si registra il numero più alto di morti in un giorno solo, talmente alto da superare anche la media di decessi giornalieri in Cina: sono 475 i casi in 24 ore. «Un trend stazionario nell’ambito dei valori comunicati nei giorni corsi», ha spiegato il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, secondo cui i numeri fanno «pensare positivo», come risultato dell’adozione di comportamenti corretti».

Tra i positivi, sono 12.090 quelli in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 2257 in terapia intensiva, mentre sono 2648 i nuovi casi positivi – anche se mancano i dati della Campania, che verranno accorpati al dato di domani – che portano il totale a 28.710.

«La curva epidemica è in crescita – ha commentato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità- . Sono alcune regioni quelle maggiormente coinvolte nella circolazione locale e nel numero di casi positivi. Il dato dice che la crescita, in altre aree, non è così veloce». In Lombardia, solo oggi, sono 1.493 i nuovi positivi, per un totale di 17.713 e 319 le nuove vittime. I dati positivi di altre regioni, dunque, non devono illudere: «solo se manteniamo le regole di distanziamento sociale potremo rallentare la diffusione della curva epidemica», ha ribadito Brusaferro, sottolineando la necessità di rispettare le regole disposte dal governo per il contenimento del virus.

 

 

La mortalità continua a riguardare principalmente persone con più patologie o anziane e la combinazione dei due fattori è quella più ricorrente tra i decessi. «Bisogna proteggere le persone più fragili – ha esortato Brusaferro – rimanendo in casa e sfruttando la rete sociale» per aiutare le persone che non possono spostarsi. «Sono loro le persone che rischiano di pagare il dazio più alto», ha aggiunto.

La mortalità riguarda prevalentemente uomini oltre gli 80 anni, ha ribadito Brusaferro. Le donne costituiscono invece il 30% dei decessi. «È una realtà che colpisce soprattutto le persone anziane», tra i 70 e oltre gli 89 anni. L’altro fattore importante è la presenza di altre patologie. «Il 48,5% delle persone esaminate tra i decessi ha tre o più patologie, il 25,6% due patologie e l’altro 25,1% una patologia. Soltanto lo 0,8% risulta avere zero patologie. Questo è un passaggio importante – ha aggiunto – per comprendere l’andamento della patologia e per capire le raccomandazioni per le persone fragili». La sintomatologia prevalente tra i decessi sono febbre e dispnea, i due elementi più importanti seguiti da tosse, che caratterizzano tre casi su quattro. Tra le persone più giovani decedute, «troviamo patologie cardiovascolari, disturbi renali, psichiatrici, diabete mellito e obesità». Le misure, ha aggiunto Brusaferro, vanno mantenute «per verificare gli effetti e proteggere le persone più fragili. Questa è la scommessa che dobbiamo fare e anche i numeri ci dicono che questa è la strada giusta».

Sono 55 i pazienti trasferiti nella giornata, mentre prosegue l’attività di installazione di strutture medice campali, tra Bergamo, Cremona, Crema e Piacenza. Distribuito oltre un milione di mascherine e 40 ventilatori per la ventilazione polmonare. Aperto anche un conto corrente per raccogliere le donazioni, finalizzate all’acquisto di dotazioni sanitarie.

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