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Guida alle canzoni della settimana per il flashmob dai balconi

Ogni giorno, alle 18, dalle finestre si canta insieme un classico della musica italiana. Ecco quali
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E’ cominciata una nuova settimana ed è arrivato il nuovo elenco di canzoni.

Qualcuno è ancora timido mentre ad altri la cosa è ormai sfuggita di mano, ma il flashmob musicale è diventato il nuovo passatempo preferito degli italiani in sequestro coatto in casa.

Soprattutto nelle grandi città – nei quartieri fatti di palazzi alti e di corti interne, in cui i caseggiati quasi si toccano separati solo da strade che ora sono incredibilmente silenziose – la musica pomeridiana delle 18 è diventata un appuntamento fisso e per molti versi liberatorio.

A innervosire, i primi giorni di quarantena, era proprio il silenzio, perchè il segno più tangibile e anche un po’ pauroso di cosa stava succedendo. Niente macchine, niente clacson, niente voci.

E allora ecco il flashmob: tutti fuori dalla finestra a cantare insieme gli inni nazionalpopolari del Belpaese. C’è chi ha portato le casse sul balcone e ha montato un mini impianto da festa in discoteca e chi invece si è arrangiato col cellulare o anche solo con la voce. Chi ancora ha suonato dal vivo.

La lista dei pezzi è stata scelta da Roma, ma la moda ha valicato i confini della Capitale e ora si cantano in tutta Italia come una sorta di apripista per scaldare il pubblico delle finestre. Finito il pezzo programmato, infatti, molti dj improvvisati continuano con il loro personale concerto.

Volare di Domenico Modugno

Oggi è lunedì, il flashmob ormai è rodatissimo e vicini di finestra che mai si erano visti prima del coronavirus ora si danno appuntamento fisso come innamorati.

La canzone del giorno (e stupisce che non sia arrivata prima, essendo tra le canzoni italiane più cantate di sempre) è stata “Volare”, per tutti “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Presentata al festival di Sanremo del 1958 in coppia con Johnny Dorelli, la canzone ha vinto l’edizione e si è piazzata terza all’Eurovision, diventando un successo planetario tanto da vincere due Grammy, sia come canzone dell’anno che come disco dell’anno.

Stilisticamente, la canzone rappresenta il punto di incontro tra la nuova moda italiana degli “urlatori” e la musica italiana più tradizionale, cui si aggiunge una influenza swing.

E’ anche una delle canzoni italiane che vantano il maggior numero di cover. L’hanno incisa anche Dean Martin e i Gipsy Kings, dal vivo la hanno cantata anche Frank Sinatra, Frank Zappa, Paul McCartney, Ella Fitzgerald e Barry White.

Tanto pe canta’ – Nino Manfredi

Martedì 17 marzo si canta “Tanto pe canta’ “. Pezzo noto a tutti ma ostico per i non romani, almeno nel conoscere non solo il ritornello ma anche le strofe. Per non sfigurare coi vicini di balcone, si consiglia di munirsi di testo prima del flashmob.

La canzone è stata composta nel 1932 e cantata da Ettore Petrolini, ma è diventata celebre grazie all’interpretazione di Nino Manfredi, al festival di Sanremo del 1970. L’attore romano ne ha fatto uno spettacolo teatrale e l’ha trasformata in un classico della canzone romana.

Il testo racconta di una canzone senza titolo, di quelle melodie che si cantano appunto “tanto per cantare” e anche senza avere una gran voce, ma che fanno sognare di amore e di viaggi e fanno venire un po’ malinconia.

Felicità – Albano e Romina

Mercoledì 18 marzo arriva il classico più nazionalpopolare. Inciso da Albano e Romina Power nel 1982, “Felicità” è il pezzo più noto della coppia d’oro della musica italiana. Nello stesso anno partecipano al festival di Sanremo ma si classificano secondi (vince Riccardo Fogli con “L’amore che verrà”). Il disco omonimo, però, vende la cifra record di 25 milioni di copie nel mondo.

Inutile qualsiasi commento, basta ricordarsi che la felicità è un bicchiere di vino con un panino. E guai a chi non canta.

Ma che ce frega

Giovedì 19 marzo tocca a un altro classico della romanità. “Ma che ce frega”, conosciuto anche come “La società de li magnaccioni” è stato cantato con successo da vari artisti: la versione più nota forse è quella di Lando Fiorini, ma era già stata portata al successo da Gabriella Ferri e Luisa De Santis nel 1964.

Non si sa molto sull’origine di questo stornello, nè di chi lo ha composto. Luisa De Santis ha raccontato di averla sentita per la prima volta, nell’incisione poco nota del 1962 si Armandino Bosco, mentre passeggiava tra i banchi degli ambulanti del mercato popolare di via Sannio.

Strada facendo –  Claudio Baglioni

Venerdì 20 marzo, sul balcone non bastano le casse ma serve anche un accendino da sventolare come ai concerti al Circo Massimo. “Strada facendo” è un brano scritto e cantato nel 1981 da Claudio Baglioni ed è uno degli evergreen della canzone italiana.

Attuale ai tempi del coronavirus, racconta delle difficoltà della vita e di come, alla fine, ogni sfida ci rende più forti.

L’album omonimo ha consacrato Baglioni tra i mostri sacri della canzone leggera italiana e tra i più amati da suonare ai falò delle notti d’estate.

L’Italiano – Toto Cotugno

Sabato 21 si torna ai classici di Sanremo. Toto Cotugno si presenta al festival del 1983 con “L’Italiano”,  un brano composto nel 1981 e pensato inizialmente per Adriano Celentano, che però si rifiutò di cantarlo.

Cotugno al Festival si piazza quinto (la vincitrice è Tiziana Rivale, con “Sarà quel che sarà”) ma il brano ha un successo clamoroso.

Il testo racconta dei vizi, virtù e stereotipi italiani, dal calcio alle donne fino alla religione, ma finisce con un rassicurante orgoglio patriottico che, in tempi di quarantena, rischia di far scendere qualche lacrima.

Ciao Mamma – Jovanotti

Domenica 22 marzo si chiude la settimana in bellezza (in attesa della programmazione della prossima) con un pezzo meno agée ma comunque noto a tutte le generazioni affacciate.

“Ciao Mamma” è un brano del 1991 di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Prima di diventare il Bono Vox della filantropia italiana, negli anni Novanta Jovanotti è stato quello che ha mischiato l’hip hop con la musica italiana, scalando le classifiche.

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