Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Niente bar né ristoranti e parrucchieri. Farmacie, alimentari supermarket sì. Chiese aperte ma niente messe

La guida completa alle attività consentite. Fuori di casa solo per motivi indispensabili
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Farmacie, supermercati e tabaccai aperti, ma ristoranti, negozi di abbigliamento e mercati chiusi. Le nuove misure imposte dal governo italiano per far fronte all’emergenza coronavirus, in vigore da questa mattina, accorciano ulteriormente la lista delle attivita’ che e’ consentito fare.

Se l’invito rivolto a tutti e’ quello di “restare a casa”, rimangono alcune circostanze per le quali e’ consentito uscire dalla propria abitazione. Vediamole con questo vademecum, le cui informazioni sono tratte interamente dal dpcm dell’11 marzo 2020 e dai precedenti due, quello dell’8 marzo e quello del 9 marzo.

Fino a quando resteranno chiusi i negozi interessati dal decreto?
Fino al 25 marzo. Lo stabilisce l’articolo 2 comma 1 del dpcm dell’11 marzo.

E’ consentito uscire di casa?
Sì, uscire di casa rimane consentito per i tre casi gia’ previsti in precedenza: “per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessita’ o per spostamenti per motivi di salute”.

I negozi di alimentari restano aperti?
Si’, la sospensione NON riguarda “le attivita’ di vendita di generi alimentari e di prima necessita’ (lo vediamo nelle prossime righe)”. Questo genere di attivita’ rimangono percio’ aperte ” sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione”. Per questo motivo non occorre affollarsi a fare scorte di cibo, che continuera’ a essere disponibile.

I centri commerciali restano aperti?
Si’, i centri commerciali restano aperti, a patto che sia consentito l’accesso alle sole attivita’ di vendita di generi alimentari e di prima necessita’.

Quali sono le attivita’ di vendita di generi di prima necessita’?
La lista e’ piuttosto lunga: rimane consentito, tra le tante casistiche contenute nell’Allegato 1 al decreto, il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, attrezzature per le telecomunicazioni ed elettrodomestici. Inoltre via libera al commercio di ferramenta e vernici, articoli igienico-sanitari, materiali ortopedici, articoli di profumeria e saponi e detersivi. Rimangono aperte anche le edicole e gli ottici. Funzionamento regolare anche per lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri.

I mercati sono aperti o chiusi?
I mercati rimarranno chiusi, “salvo le attivita’ dirette alla vendita di soli generi alimentari”.

Le farmacie chiuderanno?
Naturalmente no: le farmacie, cosi’ come le parafarmacie, sono aperte.

E i tabaccai?
Anche i tabaccai sono aperti come di consueto.

Quali misure occorre rispettare per le attivita’ aperte?
Le attivita’ che proseguono sono tenute a rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Ma uscire di casa è sempre sconsigliato se non per motivi di necessità.

Posso andare a bere un caffe’ al bar?
No. I bar, cosi’ come pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e tutte le altre attivita’ dei servizi di ristorazione, sono chiusi. Rimangono aperte le mense e i “servizi di catering continuativo su base contrattuale”. Per capirsi, i servizi di ristorazione che riforniscono ad esempio le industrie.

Gli autogrill e le altre attivita’ lungo le autostrade sono aperti?
Si’: il governo ha deciso che restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande delle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, degli aeroporti, e delle stazioni lacustri. Aperti anche i bar degli ospedali. Tutti sono tenuti a rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Posso andare a farmi tagliare i capelli?
No. Parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono chiusi. Le banche e le assicurazioni sono chiuse? No, banche e assicurazioni sono aperte.

I trasporti pubblici sono coinvolti dalle nuove misure?
I trasporti pubblici potrebbero venire coinvolti. Lo stabilisce l’art. 1 comma 5, che prevede che il presidente della Regione possa disporre la programmazione del trasporto pubblico finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi. Possibili anche le variazioni ai servizi di trasporto interregionali (bus, treni, aerei e navi), decisi in questo caso dal ministro delle Infrastrutture.

Le chiese rimangono aperte? Si’, non vi sono state modifiche alle disposizioni sull’apertura dei luoghi di culto: rimangono percio’ sospese le funzioni, come per esempio la messa.

Ultime News

Articoli Correlati