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“Niente abbracci, né strette di mano: tra due settimane sapremo se il virus è sotto controllo”

Le linee guida del direttore malattie infettive dell'Iss. "Obiettivo: abattere la trasmissione del virus del 50%"
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“E’ difficile dire quando ci sarà il picco, dobbiamo vedere come vanno queste misure di distanziamento sociale che abbiamo messo in campo nelle zone colpite: distanziare le persone, non darsi la mano, non abbracciarsi, non andare in locali sovraffollati. Se queste misure avranno successo, dovrebbero abbattere almeno della metà la trasmissione del virus. Lo sapremo nelle prossime 2-3 settimane, ora è troppo presto. Dobbiamo sapere però che in Italia e in Europa potranno scoppiare altri focolai. Lo stiamo vedendo in Germania e in Francia”.

Lo ha affermato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, ospite di ‘Mezz’ora in Più’ su RaiTre. Secondo Rezza, occorre “evitare che il coronavirus circoli indisturbato in tutto il Paese e metta in crisi tutto il sistema sanitario nazionale. Il mezzo che abbiamo è quello di rallentare l’onda di circolazione del virus in modo da non causare il sovraffollamento degli ospedali – osserva – Dobbiamo far si che non si ammali troppa gente in giro per il Paese, che i focolari vengano arginati e il corso del vrisu rallentato. Ci potrà essere stress per il Paese, ma se le misure continueranno ad essere rigidamente applicate la progressione sarà rallentata”.

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