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Molinari (Lega): «Licenziare Conte, ora serve una terapia shock»

Il parlamentare leghista rilancia l'unità nazionale ma senza il premier attuale e pensando a Mario Draghi
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Per Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera, le condizioni sono cambiate. E «di fronte a questa nuova emergenza sanitaria ma soprattutto economica la Lega è pronta a fare la sua parte», come ha detto Salvini a Mattarella.

Purché Conte non rimanga più a Palazzo Chigi…
Mi pare il prerequisito minimo se dobbiamo formare un governo che porti l’Italia fuori da questa situazione e tornare al voto il prima possibile.

Chi potrebbe essere il presidente del Consiglio più adatto a guidare un governo di questo tipo?
Siamo in una fase embrionale del ragionamento, quindi non abbiamo assolutamente dibattuto di nomi, posizioni o partiti di maggioranza. Sappiamo con certezza solo che bisogna mandare a casa questo governo disastroso soprattutto da un punto di vista economico – il caso Ilva grida vendetta – e giudiziario: intercettazioni e prescrizione su tutti. Sono posizioni ideologiche che limitano i diritti dei cittadini e fanno scappare i pochi investitori rimasti. Per quanto a noi convenga rimanere all’opposizione, non possiamo dimenticare il Paese e i cittadini che dobbiamo rappresentare e tutelare.

Magari con Mario Draghi a Palazzo Chigi?
Non so se Mario Draghi sia interessato a fare il premier di un governo di questo genere, sicuramente è una figura istituzionale di altissimo profilo che non avrebbe la nostra ostilità.

Salvini parla di un governo di otto mesi. Dunque, voto a inizio 2021?
Bisognerebbe fare una nuova legge di Bilancio e magari provare ad affrontare davvero alcune emergenze economiche lasciate aperte da questo esecutivo: Alitalia, Ilva e grandi opere da sbloccare, solo per citarne alcune. Si deve agire in modo rapido per far ripartire l’economia. Poi si può tornare al voto.

È un progetto molto simile allo “shock economico” invocato da Matteo Renzi. Lega e Iv stanno giocando di squadra?
No, queste sono le esigenze del Paese, basta guardare ai fatti senza pregiudizi. Segnalo che oggi ( ieri, ndr) Renzi voterà la norma incostituzionale sulle intercettazioni. Esattamente come ha votato la norma incostituzionale sull’Ilva, che mette a repentaglio 11 mila posti di lavoro. Ed esattamente come ha sostenuto la legge di Bilancio dopo aver promesso fuoco e fiamme sulla sugar tax, sulla plastic tax e sull’abolizione dei regimi forfettari per le partite Iva.

Esattamente come la Lega ha votato la riforma della prescrizione?
È stato senza dubbio il peggiore atto che siamo stati costretti a votare. Anche se, a parziale scusante, ricordo che c’era la previsione di sospendere l’entrata in vigore della norma per un anno, in attesa della riforma del processo penale. Certo, poi è andata in modo diverso, ma è anche chiaro che quando eravamo al governo su tante questioni di principio abbiamo saputo imporci, come la Tav e il Terzo Valico.

Siamo stati molto più capaci del Pd a contenere la deriva ideologica dei grillini, ma abbiamo ingoiato bocconi amari.

Adesso Lega e Italia viva potrebbero ritrovarsi alleati, uniti dall’ostilità a Conte. E pensare che ad agosto fu proprio Renzi a spalancare le porte di Palazzo Chigi all’avocato per la seconda volta…
Per quanto ci riguarda, non c’è nessuna ostilità personale nei confronti di Conte, è un’ostilità politica, perché crediamo non sia in grado di fare il premier. Il modo in cui ha gestito l’emergenza coronavirus ne è la dimostrazione: lasciar intendere che la diffusione del Covid- 19 in Italia fosse responsabilità del sistema sanitario lombardo ci ha fatto perdere la faccia a livello internazionale. E ipotizzare un’avocazione centrale dei poteri delle Regioni per un partito autonomista e federalista come noi corrisponde a una dichiarazione di guerra.

Non crede sia necessario un coordinamento nazionale per gestire l’emergenza sanitaria?
Conte ha lasciato intendere qualcosa di diverso, una sorta di rigurgito neocentralista. Diciamo che come minimo si è espresso male. E comunque il coordinamento già c’è perché tutte le ordinanze sono firmate dalle Regioni e dal ministro Speranza.

Per sostituire Conte servono però i numeri. Chi potrebbe starci in Parlamento?
Se penso ai singoli colleghi potrei dire la quasi totalità del Pd, del Movimento 5 Stelle e di Italia via. Ma un altro conto sono i partiti come organizzazioni.

I singoli parlamentari svincolati non basterebbero?
Se però un gruppo strutturato si chiamasse fuori dalla maggioranza si potrebbe iniziare a fare i conti. Magari potrebbe essere Italia viva insieme a un pezzo del Pd o Italia viva insieme a un pezzo dei Cinquestelle. Non lo so davvero, ma nella maggioranza c’è tanta gente a disagio.

Tutti a caccia di “responsabili”. Sia per tenere in vita l’attuale governo che per buttarlo giù…
Non mi pare servano responsabili per tenere in vita l’attuale governo. Conte è abbastanza tranquillo finché Renzi si limiterà a fare sparate in tv e sui giornali senza mai distinguersi in Aula.

Ma a tirarsi fuori è anche Giorgia Meloni, che terrebbe Fd’I all’opposizione, libera di sparare su qualsiasi maggioranza. È un problema per il centrodestra?
Per noi situazione è cambiata. Se Meloni ritiene sia più conveniente stare all’opposizione per aumentare dei consensi e non assumersi la responsabilità di affrontare le emergenze ne risponderà ai suoi elettori.

Vi manca l’interlocuzione politica, se mai fosse stata interrotta, con Luigi Di Maio?
Il rapporto con Di Maio era diretto e riguardava soprattutto Salvini. Non so dire se esista ancora quel dialogo. Posso dire senz’altro che Di Maio è la persona più equilibrata, posata e collaborativa del M5S. È una persona con cui, al netto delle differenze, un rapporto di governo poteva stare in piedi.

Il referendum è da rinviare?
Sì. In Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e credo anche in Friuli Venezia Giulia sono state emesse ordinanze che sospendono tutti gli eventi pubblici. I comizi pubblici dovrebbero partire domani o dopo domani. Come si potrebbe svolgere il referendum?

 

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