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Da Consip al caso Cerciello, quelle manine che taroccano le intercettazioni

Quelle sviste che cambiano il senso alel dichiarazioni degli imputati
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Ci risiamo. Le “manine” sono tornate a colpire. Il “tarocco”, questa volta, ha riguardato alcune frasi dell’informativa finale dell’indagine sull’omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Il colloquio avvenuto in carcere con il padre e l’avvocato americano da parte di  Lee Finnegan Elder, uno dei due imputati, sarebbe stato tradotto in modo errato, censurandone alcune passaggi ritenuti per la difesa importanti. Ad accorgersi delle “mancanze” sono stati gli avvocati del 19enne,  Renato Borzone e Roberto Capra, dopo aver riascoltato i nastri e affidato una consulenza ad esperti traduttori.

Le indagini erano state condotte dagli stessi colleghi del sottufficiale ucciso con 11 coltellate lo scorso 26 luglio nel centro di Roma. Quale sia stato il motivo, se ci sia cioè stata disattenzione o meno da parte degli inquirenti, si saprà il prossimo 26 febbraio quando inizierà il processo in corte d’assise. Capita, però, sempre con maggior frequenza che le trascrizioni delle intercettazioni riportate negli atti d’indagine non corrispondano a quanto effettivamente è stato pronunciato.

E’ di lunedì la notizia che, nell’ambito dell’indagine Consip, diversi colloqui fra alcuni indagati non sono stati correttamente trascritti, al punto che il gip, ritenendoli importanti in vista del processo, ha dovuto disporre un supplemento d’indagine. Il problema delle intercettazioni, strumento d’indagine fra i più invasivi che esistano, è tutto qui: in che cosa il maresciallo decide di trascrivere o meno. E, soprattutto, in che modo poi lo trascrive. Con l’introduzione del Trojan il tema sarà ancora più delicato.

Considerato che le ordinanze di custodia cautelare si basano quasi sempre sulle prove raccolte mediante l’attività di ascolto, non c’è da stare particolarmente sereni: in caso di errore, i riscontri avverranno a molti anni di distanza, quando la vita delle persone coinvolte nell’inchiesta sarà stata distrutta.

Avendo fiducia nel prossimo, siamo portati a credere che si tratti di “sviste” dovute ai carichi di lavoro della pg. L’Italia è il Paese che detiene il record mondiale delle intercettazioni effettuate. Ma se queste sviste sono ripetute (quanti i casi meno noti dell’indagine Consip sconosciuti alle cronache?), appare chiaro che c’è qualcosa che non funziona nell’attuale sistema degli ascolti. Soprattutto su colui che effettua l’ascolto. Una seria riforma delle intercettazioni dovrebbe quindi partire proprio da lui. Dal maresciallo.

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