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Il Csm a Catanzaro a caccia di altri “casi Lupacchini”: il magistrato che criticò Gratteri

Dopo le dichiarazioni contro il magistrato antimafia, il pg è stato trasferito a Torino. Ma la vicenda non è ancora chiusa
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La visita della prima commissione del Csm a Catanzaro rischia di far deflagrare la guerra tra magistrati nel distretto giudiziario calabrese. Una guerra iniziata mesi fa a colpi di circolari tra il procuratore capo della Dda Nicola Gratteri e il pg Otello Lupacchini e terminata con il trasferimento di quest’ultimo a Torino, a seguito delle critiche mosse nel corso di un’intervista nei confronti di Gratteri. E ora la commissione per le incompatibilità guidata da Sebastiano Ardita ha deciso di andare a caccia di situazioni simili, annunciando, nei giorni scorsi, una serie di audizioni nel capoluogo calabrese.

I primi incontri, durati diverse ore, si sono conclusi oggi. Davanti ai membri del Csm sono passati il presidente della Corte d’Appello Domenico Introcaso, l’avvocato generale dello Stato Beniamino Calabrese, facente funzioni di procuratore generale dopo il trasferimento di Lupacchini e il procuratore capo di Vibo Valentia Camillo Falvo. E dopo di loro è stata la volta anche dei giudici del Riesame, impegnati, nelle scorse settimane, con i ricorsi presentati dagli indagati della maxi inchiesta “Rinascita-Scott” – la stessa oggetto delle critiche che hanno portato Lupacchini lontano dalla Calabria -, che hanno portato alla riforma di circa 150 misure cautelari su 334. Lo scopo, come si legge nella nota con la quale il Csm annunciava la missione in Calabria, è quello di tastare la situazione ambientale alla luce delle «rilevanti indagini e dei processi nei confronti della criminalità organizzata» intrapresi dai magistrati calabresi. Insomma, valutare se quanto avviene nel distretto sia o meno frutto di guerre intestine.

Proprio in questa ottica, prosegue la nota diffusa dalle agenzie, «nei mesi scorsi la prima commissione aveva aperto una procedura per incompatibilità nei confronti del procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini, che intanto è stato trasferito d’ufficio per decisione della Sezione disciplinare. Motivo, un’intervista con cui Lupacchini avrebbe denigrato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri».

Si tratta delle famose dichiarazioni rilasciate dall’ormai ex pg di Catanzaro a TgCom 24, all’indomani del maxi blitz “Rinascita- Scott”, quando lamentò un mancato coordinamento tra la procura antimafia e quella generale, definendo «evanescenti» le inchieste dei colleghi guidati da Gratteri e affermando di aver saputo dagli arresti solo dalla stampa, «evidentemente molto più importante della procura generale contattare e informare». Da qui, su richiesta dei consiglieri del Csm di Area e Magistratura Indipendente, la prima commissione del Csm aveva aperto una pratica per verificare la sussistenza dei presupposti per un trasferimento per incompatibilità ambientale, pratica conclusasi con il trasferimento d’ufficio del magistrato.

La missione del Csm sembra, dunque, quella di allontanare da Catanzaro ogni elemento di disturbo al lavoro degli inquirenti, una finalità che si ricava dal riferimento esplicito alla vicenda Lupacchini. Un riferimento inopportuno, per l’avvocato del magistrato, Ivano Iai, secondo cui è da ritenere «grave che una notizia afferente ad attività riservata – qual è quella che sarà compiuta dalla Prima Commissione – abbia avuto pubblicità e divulgazione e contenga riferimenti dettagliati allo svolgimento delle specifiche indagini, peraltro ancora da compiersi, consistenti “nell’audizione dei capi degli uffici giudiziari e dei magistrati del Distretto”».

Ma non solo. A far infuriare Iai è anche il fatto che di tale comunicazione non vi sia traccia sul sito del Csm, ma risulti, di fatto, «dalla citazione giornalistica di una “nota” di cui non vi è alcuna traccia». Il riferimento a Lupacchini, dunque, «appare indebito e lesivo dei diritti e dell’immagine del magistrato per diverse ragioni: vige il segreto sugli atti e sulla procedura, avendo la Prima Commissione negato la pubblicità della vicenda di specie, richiesta dalla difesa per evitare strumentalizzazioni; la Prima Commissione aveva e ha l’obbligo di sospendere la procedura in pendenza del procedimento disciplinare, agli atti del quale è peraltro confluito il verbale della seduta in cui è stato sentito il magistrato; le audizioni di cui si tratta nella nota saranno svolte comunque in tempo successivo al provvisorio trasferimento del dottor Lupacchini, che non potrà quindi giovarsene a fini difensivi; un componente della Prima Commissione, a quanto si legge, si recherà, insieme agli altri, nel Distretto di Catanzaro, per svolgere le audizioni e l’indagine ambientale, pur trovandosi in una condizione di incompatibilità per aver già espresso un giudizio gravemente negativo sulla condotta del dottor Lupacchini in sede di deliberazione dell’ordinanza cautelare di trasferimento del magistrato»

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