Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

L’avvocata dei Piscitelli già processata e condannata da Giletti: “Il tritacarne mediatico è già iniziato”

L'intervista al legale della professionista accusata di aver siglato il patto tra i clan di Ostia
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

È durato circa tre ore l’interrogatorio di garanzia dell’avvocato Lucia Gargano dinanzi al gip di Roma Corrado Cappiello. Assistita dal suo legale, il noto penalista romano Alessandro De Federicis, la trentacinquenne irpina ha risposto alle domande del magistrato. Presenti all’interrogatorio di garanzia anche i pm Ilaria Calò, Mario Palazzi e Giovanni Musarò. L’avvocata è ai domiciliari, accusata di concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso per avere partecipato, tra l’altro, ad un incontro il 13 dicembre del 2017, a cui era presente anche Fabrizio Piscitelli (ucciso a Roma nel dicembre scorso), per siglare una pax mafiosa ad Ostia. Dalle carte emergerebbe inoltre il ruolo dell’avvocato Gargano quale “fondamentale trait d’union tra Carmine Spada detto ’Romoletto’ e Piscitelli”. Contemporaneamente è iniziato il processo mediatico: l’arresto in diretta, la costruzione del profilo della donna tramite le sue foto su Facebook, le trasmissioni televisive senza la presenza dei difensori. Ne abbiamo parlato al termine dell’interrogatorio proprio con l’avvocato De Federicis.

Avvocato, la sua cliente come ha risposto alle accuse che le vengono contestate?
Abbiamo respinto la contestazione mafiosa. Su questo punto abbiamo la coscienza tranquilla. La mia assistita ha spiegato che relativamente all’incontro in quel ristorante di Grottaferrata era lì per caso. Si era recata a casa della moglie di Piscitelli per discutere dei documenti di una causa pendente a carico della donna ma non trovandoli è andata al ristorante dove c’erano altre sette persone. In quell’occasione è stata presentata come l’avvocato degli Spada ma in realtà è stata solo una sostituita processuale.

Dalle intercettazioni emerge un quadro complesso però, addirittura ci sarebbe a confermare il tutto la presente di un agente infiltrato della Finanza.
Ci siamo riservati di sentire l’audio integrale, perché le contestazioni si basano sugli stralci. Per quanto concerne l’agente infiltrato – o potremmo dire provocatore – a seguito di quel pranzo ha cercato la mia assistita in maniera assillante sia a studio che in tribunale.

Per quanto concerne i suoi rapporti con gli appartenenti al clan Spada?
L’avvocato Gargano ha spiegato che ad Ottavio Spada, che non era neanche suo cliente, non ha portato alcun messaggio. Non lo ha incontrato il giorno dopo la riunione a Grottaferrata, ma otto giorni dopo. Era stata a Rebibbia per incontrare altri clienti.

Sulla stampa la sua assistita è stata già descritta come dottor Jekyll e mister Hide, alcuni testate hanno pubblicato l’indirizzo della sua abitazione e mostrato il video del suo arresto è stato trasmesso alla trasmissione di Massimo Giletti “Non è l’Arena” .
Si tratta del solito tritacarne mediatico: appena a Roma si parla di mafia subito l’indagato viene additato come mafioso. Si tratta davvero di un metodo incivile quello di mostrare gli arresti in diretta, di dare appuntamento ai cronisti sotto casa dell’indagato, di rendere pubbliche le intercettazioni in ottica esclusivamente accusatoria. Poi però ci si dimentica di quello che emerge nelle fasi successive e soprattutto nel dibattimento.

Ultime News

Articoli Correlati