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Quanto erano sbagliati i sondaggi pre-elettorali?

Non c'è stato il previsto testa a testa tra Bonaccini e Borgonzoni né il sorpasso leghista sul Pd
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Il 26 gennaio 2020 i cittadini dell’Emilia-Romagna e della Calabria sono stati chiamati al voto regionale. Nella regione del Nord ha vinto Stefano Bonaccini, sostenuto dal centro-sinistra, mentre nella regione del Sud ha vinto Jole Santelli, sostenuta dal centro-destra.

Se il risultato in Calabria era stato previsto dai sondaggi della vigilia, in Emilia-Romagna si è a lungo ipotizzato un testa a testa tra Bonaccini e Lucia Borgonzoni, candidata leghista del centro-destra. I risultati ufficiali hanno invece decretato una differenza di quasi 8 punti percentuali tra i due, con una netta affermazione del centro-sinistra.

In base al sondaggio condotto tra l’8 e il 9 gennaio 2020 da Tecné, a Bonaccini era attribuito il 44,5 per cento dei voti, a Borgonzoni il 43,5 per cento e a Simone Benini (del M5s) il 7 per cento.

Il margine di errore previsto era del più o meno 3,1 per cento, cioè il risultato atteso poteva oscillare di 3,1 punti in più o in meno rispetto alla percentuale data (per esempio, Bonaccini dato al 44,5 per cento significa che il risultato atteso era compreso tra il 41,4 e il 47,6 per cento).

Emg Acqua, l’istituto diretto da Fabrizio Masia, ha condotto un analogo sondaggio tra il 7 e il 9 gennaio, da cui risulta che Bonaccini era dato al 46,5 per cento, Borgonzoni al 43,5 per cento e Benini al 6,5 per cento. Anche in questo caso il margine di errore era del più o meno 3,1 per cento.In base ai dati del Ministero dell’Interno, a scrutinio ultimato Bonaccini ha ottenuto circa il 51,4 per cento dei voti, Borgonzoni poco più del 43,6 per cento e Benini il 3,5 per cento.

I sondaggi hanno sostanzialmente avuto ragione per quanto riguarda i risultati di Borgonzoni e Benini, compresi (o quasi) nel margine di errore statistico. Bonaccini è invece stato tendenzialmente sottostimato con errori che, anche al netto del margine di errore, hanno oscillato tra i due e i quattro punti percentuali circa.I

Guardiamo ora alle previsioni riguardo i partiti. Secondo il sondaggio di Tecné, condotto tra l’8 e il 9 gennaio, la Lega avrebbe dovuto ottenere il 30 per cento, di poco davanti al Pd, al 28 per cento. Il margine di errore statistico è del più o meno 3,1 per cento.Secondo Emg Acqua, che ha fatto la sua rilevazione tra il 7 e il 9 gennaio, la Lega era accreditata del 29,5 per cento e il Pd del 28 per cento. Anche in questo caso il margine di errore è del più o meno 3,1 per cento.

Come certifica il Ministero dell’Interno, la Lega ha ottenuto il 32 per cento dei voti ma è stata superata dal Partito democratico, che ha ottenuto il 34,7  per cento circa. Anche in questo caso le previsioni dei sondaggisti si sono rivelate corrette per quanto riguarda la Lega, il cui risultato è caduto nel margine di errore previsto, mentre è risultato sottostimato il Pd, che ha preso tra i 2 e i 3,5 punti circa in più anche rispetto al margine di errore previsto.

(fonte Agi)

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