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Polemica sugli stipendi di Sanremo: mezzo milione per Amadeus, 300mila euro per Benigni

Il costo degli invitati del Festival. Il più caro è il "piccolo diavolo"
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Puntuale con il countdown del festival di Sanremo sono partiti anche i conti in tasca alla kermesse. Dagospia  ha scritto che per la performance dell’attore e regista premio Oscar la Rai si preparerebbe a pagare 300.000 euro. Un cachet che, se fosse confermato, sarebbe in linea con le sue precedenti apparizioni al festival (dove manca dal 2011) e con il contenimento dei costi imposto quest’anno al festival di Sanremo.

È quanto fanno notare all’Adnkronos ambienti vicini al festival. Basti pensare che lo scorso anno, proprio in questo periodo, Rai2 pagò circa 160.000 euro i diritti sul materiale di repertorio necessario al confezionamento della serata ’C’è Benignì. Mentre a Sanremo Benigni il 6 febbraio sarà presente in diretta su Rai1 con un monologo inedito.

D’altronde Benigni è considerata una delle stelle di diamante dell’intero Sanremo 2020. Che non sembra prepararsi a passare alla storia per i super cachet. Con i cachet delle primedonne intorno ai 20-25.000 euro a serata (l’anno scorso per Virginia Raffaele la Rai ne pagò 350.000 per le cinque serate e l’anno prima circa 400.000 per Michelle Hunziker). Anche per questo è sempre più difficile la trattativa per la partecipazione Georgina Rodriquez. La fidanzata di Ronaldo fatica ad accettare quanto offerto dalla Rai.

Per Amadeus  si parla di 500mila euro. Per dare il quadro definitivo dei costi un altro aspetto: le proiezioni sul Sanremo 2020 dicono che a fronte di una spesa di 17 milioni di euro, i ricavi pubblicitari puntano a superare i 31 milioni. Dunque un bilancio fortemente in attivo

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