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“L’amica geniale”, l’Italia degli anni 60 vista con gli occhi di Lila e Lenù

Dal 10 febbraio torna l’amica geniale. La seconda stagione, “Storia del nuovo cognome”, dal 10 febbraio su raiuno e per tre giorni al cinema, è firmata da Saverio Costanzo e, per due episodi, da Alice Rohrwacher
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La prima serie ha ottenuto 7 milioni di spettatori, 30% di share e 5 milioni di visite su Raiplay, così L’amica geniale di Saverio Costanzo, torna più forte che mai, con Storia del nuovo cognome, su RaiUno dal 10 febbraio in 8 episodi e 4 grandi serate. “Piccole donne crescono”, ritroviamo Lila ( Gaia Girace) e Lenù ( Margherita Mazzucco) nella post- adolescenza. Lila ha appena sposato Stefano e si ritrova in un vortice di violenza domestica e aspettative disilluse che la spingono a riavvicinarsi alla sua Lenù, in crisi tra la voglia di studiare e sfuggire ad un destino già scritto e quella invece di rimanere nel rione e fare una vita umile ma accanto alla sua amica e il mondo che conosce.

«Questa stagione è molto diversa dalla prima, è vero che sono gli anni 50 ma l’azione che la Ferrante ha raccontato era autenticamente di quel periodo, le persone ragionavano, parlavano e reagivano in quel modo, persone che ancora dovevano capire bene dov’erano così come anche noi spettatori» spiega Costanzo. «Piano piano – continua il regista – si apre l’orizzonte e la drammaturgia di Elena Ferrante accelera e gli scambi tra loro e con il mondo fuori diventano maggiori. Di conseguenza il cinema e l’aspetto filmico della storia evolve con la storia d’Italia, la condizione sociale e da racconto neorealista ci si concede un’evoluzione cinematografica».

A Saverio Costanzo che firma la scrittura della serie tv anche il compito di dirigere nuovamente gli episodi, ad eccezione del quarto e il quinto dove entra in scena o per meglio dire, dietro la macchina da presa, Alice Rohrwacher, a proporre una nuova visione, una rottura. Ad introdurre il suo lavoro è proprio Costanzo: «Trovo la presenza di Alice un vero regalo per noi, non soltanto perché è un’artista con uno sguardo proprio che ha rispettato il racconto ma perché ha saputo mettere il proprio punto di vista».

Il quarto e il quinto episodio sono quelli delle vacanze di Lena e Lila ad Ischia, catapultate in una realtà parallela, lontana seppur vicina dal loro mondo, più leggera e pronta a essere dirompente. «Innanzitutto c’è stata l’intuizione di Saverio che ha visto in questi due episodi un micro- romanzo a sé, la prima rottura importante nella vita di Lila ed Elena» interviene Alice Rohrwacher.

«L’idea di far entrare me e rompere la relazione forte che avevano con Saverio, è stata una grande prova di difficoltà per loro. Questa rottura – spiega la regista – ha aiutato questi due episodi ad essere in continuità ma portare un cambiamento che si svilupperà anche al ritorno da Ischia». Quei milioni di spettatori, quel 30% di share sono un doppio traguardo per Eleonora “Tinni” Andreatta, direttore di Rai Fiction: « L’amica geniale, per acclamazione di critica e pubblico, segna una svolta nella produzione della fiction italiana. Un traguardo frutto del lungo percorso di internazionalizzazione della serialità Rai». Andreatta aggiunge: «Portare un linguaggio sofisticato e una storia complessa sulla rete generalista era una sfida ma l’abbiamo vinta».

Margherita Mazzucco e Gaia Girace sono cresciute insieme alle loro Lenù e Lila, professionalmente e caratterialmente. Lo sottolinea Gaia, la prima delle due a parlare: «Su questo set siamo cresciute molto grazie agli insegnamenti date dei registi e gli operatori. Abbiamo però ben salde le nostre personalità anche se mi ritrovo in certi aspetti di Lila» dice la 15enne nata a Vico Equense in provincia di Napoli. Concorda con le parole dell’amica e collega, Margherita “Lenù” Mazzucco, 16enne che vive nel centro storico partenopeo: «Sì anche io sono cresciuta molto, ho acquisito consapevolezza che prima non avevo, sono cambiata, credo di essere diventata più istintiva, onesta con me stessa e cerco di esternare i miei sentimenti di più. Grazie ad Alice Rohrwacher che mi ha fatto sentire più libera, credo di essere maturata come è maturata Elena nella serie».

Due tematiche forti dominano L’amica Geniale in questa sua seconda stagione: la lotta per l’emancipazione in una società patriarcale e sessista e il cambiamento politico di quegli anni 60 dal fermento pre- sessantottino, per citare la stessa Andreatta. E ancora «la contesa di classe, le grandi possibilità e la crescita sociale, da una parte la nostra Elena che tramite la cultura può accedere anche ad un ambiente diverso e dall’altra parte chi rimane indietro, ai margini».

Costata intorno ai 40 milioni di euro, L’amica Geniale approderà anche in 300 sale cinematografiche grazie a Nexo Digital con i primi due episodi, lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 e il modo in cui queste prime puntate mostrano la violenza domestica e l’omertà senza spettacolarizzazione ma con onestà emotiva è un vanto della serie. Alla domanda provocatoria sulla presunta contrapposizione tra un messaggio così forte di emancipazione come la storia di due donne in prima serata e i recenti strafalcioni da “passo indietro” del Sanremo che si avvicina, Tinni Andreatta ha risposto sicura: « L’amica geniale rappresenta il nostro frutto maturo più complesso e ambizioso ma appartiene al nucleo della scelta che da anni abbiamo compiuto con Rai Fiction per mettere al centro l’emancipazione femminile. Con Rai Fiction ed io personalmente come donna e direttore a questo modello abbiamo dedicato un’attenzione sistematica».

 

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