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Due morti di tumore in carcere per un 2019 da dimenticare

Il primo decesso a Voghera a Natale, l’altro a Poggioreale il 27 dicembre. Il garante della Campania, Samuele Ciambriello, ricorda che De Angelis «aveva emesso un certificato di incompatibilità col regime carcerario»
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Due sono i casi emblematici che hanno chiuso tragicamente l’anno 2019. Parliamo di due persone affette di un tumore che sono morte quando oramai la loro malattia risultava in stato avanzato. Il primo riguarda il caso di Salvatore Giordano, già segnalato da Il Dubbio

grazie alla denuncia resa pubblica dall’associazione Yairaiha Onlus. Ai familiari era stato detto che il detenuto – recluso nel carcere di Voghera aveva un lieve ingrassamento del fegato da curare con l’alimentazione, ma quando sono andati a trovarlo in ospedale la vigilia di Natale lo hanno trovato in condizioni devastanti. Non riconosceva nessuno, biascicava parole senza senso, magrissimo, pieno di macchie cutanee rosse e munito di un pannolino: ha il tumore al fegato di grosse dimensioni con tanto di metastasi. Parlando con un medico dell’ospedale, i familiari hanno appreso che la situazione era già compromessa da diverso tempo e l’aggravamento non era di certo avvenuto nelle poche ore di degenza in ospedale. A quel punto hanno sporto una denuncia a carico dell’amministrazione penitenziaria del carcere di Voghera, per eventuali negligenze nella cura.

Purtroppo, notizia data recentemente da Sara Berardi, presidente dell’associazione Yairaiha, il recluso Salvatore Giordano non ce l’ha fatta. È morto nell’ospedale di Voghera, da detenuto. «Ma non importerà a nessuno – spiega amaramente Berardi -, non ai responsabili, non ai media, non alla stragrande maggioranza della società. Era un detenuto, qualcuno che ‘ qualcosa aveva fatto per essere lì’, un uomo che per lo stato non aveva più diritto di essere curato. Importerà alla sua famiglia, a noi e pochi altri. E non ci arrenderemo mai di fronte a questa barbarie; continueremo a lottare anche per lui».

L’altro caso riguarda il 47enne Giovanni De Angelis, malato di tumore all’intestino con metastasi lungo tutto il corpo, detenuto nel carcere di Poggioreale e morto il 27 dicembre all’ospedale Cardarelli. «Aveva un colloquio con me il giorno 3 dicembre 2019 – denuncia il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello – e dopo diversi solleciti a livello sanitario, il detenuto veniva tradotto presso il Cardarelli, dal quale veniva dimesso con prognosi tumorale che annunciava “una vita breve”». Sollecitato dal garante regionale, la Direzione Sanitaria del carcere di Poggioreale confermava che il 5 dicembre aveva emesso un certificato di incompatibilità col regime carcerario. «Voglio qui ricordare – sottolinea sempre Ciambriello- che nella nostra Regione si contano sulle dita di una mano le dichiarazioni di incompatibilità col regime carcerario». Successivamente, il 19 dicembre 2019, durante un colloquio con una collaboratrice del garante risultava depresso, confuso, e affetto da schizofrenia indifferenziata. «Dalla fine del mese di novembre, e per l’intero mese di dicembre, il suo avvocato chiedeva, senza ottenere alcuna risposta, al Tribunale di Sorveglianza di Napoli una concessione di misura alternativa alla detenzione».

Il 27 dicembre scorso, dal carcere di Poggioreale veniva allertato il 118 e così il detenuto veniva portato al Cardarelli dove, lo stesso giorno, Giovanni De Angelis morirà», conclude il garante regionale Ciambriello.

 

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