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Il procuratore Loreto a Torino, il Csm premia la territorialità

Il Consiglio introduce nuovi criteri di valutazione per le nomine. Il cambio di rotta potrebbe spianare la strada di Michele Prestipino alla procura di Roma, il naturale successore di Pignatone per anni a piazzale Clodio
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In principio fu l’anzianità. Poi venne il turno del merito e delle attitudini. Ora è la volta della conoscenza del territorio dovuta anche alla lunga permanenza nel medesimo ufficio.

Con la nomina di Anna Maria Loreto a procuratore di Torino, la prima donna a capo di un ufficio così importante, i criteri di scelta dei vertici giudiziari cambiano nuovamente. Loreto, in magistratura dal 1981, ha svolto infatti tutta la sua carriera a Torino. Fino al 2009 è stata pm. Poi procuratore aggiunto ( fino al 2017), prima di tornare nuovamente a svolgere le funzioni di sostituto in base alla norma sulla temporaneità degli incarichi.

Lo sfidante, Salvatore Vitello, procuratore di Siena, sulla “carta” aveva più titoli, avendo retto anche una Procura in zona di ’ ndrangheta, Lamezia Terme, e svolto incarichi di prestigio, come quello di vice capo di gabinetto del ministro della Giustizia. Titoli che, evidentemente, non sono stati sufficienti, essendo questa volta prevalsa l’esperienza maturata sempre nello stesso ufficio. Il cambio di rotta del Csm è destinato comunque a far discutere. Difficile per chiunque sfidare un candidato “interno” all’ufficio. I nuovi criteri spianano, dunque, la nomina di Michele Prestipino alla Procura di Roma, il naturale successore di Giuseppe Pignatone, avendo svolto per anni la funzione di aggiunto a piazzale Clodio.

Anche se i concorrenti hanno retto importanti Procure, come Giuseppe Creazzo a Firenze o Marcello Viola a Trapani e ora pg a Firenze, sarà arduo competere con Prestipino. «Sono certo che la dottoressa Anna Maria Loreto trasferirà nel nuovo incarico quel modo e quel metodo di lavoro che si sono mostrati essenziali per coordinare, dirigere e portare a compimento una stagione molto positiva e di processi nei confronti della criminalità organizzata e anche degli altri settori nei quali si nè occupata», ha dichiarato il pg di Torino Francesco Enrico Saluzzo, secondo cui il nuovo procuratore «saprà interpretare in maniera fisiologica e corretta il rapporto con la procura generale che dirigo».

Saluzzo ha voluto anche ringraziare Paolo Borgna, procuratore vicario della procura di Torino: «Ha garantito il regolare funzionamento dell’ufficio in un periodo che è stato troppo lungo», dice, riferendosi ai circa dodici mesi impiegati dal Csm per nominare il sostituto di Armando Spataro.

Sempre in tema di nomine, la Quinta Commissione del Csm ha deciso ieri all’unanimità di proporre Elisabetta Garzo, attuale presidente del Tribunale di Napoli Nord, quale nuovo presidente del Tribunale di Napoli.

La nomina sarà discussa a gennaio in Plenum. Giuseppe Ciampa è, invece, il nuovo presidente del Tribunale di Salerno.

Quattordici i voti espressi per lui, fino ad oggi presidente di sezione del Tribunale di Napoli Nord, mentre otto preferenze sono state espresse per Giovanna Napoletano, presidente di sezione a Santa Maria Capua Vetere ed ex presidente di Magistratura indipendente. Tre gli astenuti.

Via libera all’unanimità, infine, alla nomina di Guido Rispoli – fino ad oggi pg di Campobasso – a nuovo procuratore generale della Corte d’appello di Brescia. Palazzo dei Marescialli l’altro ieri aveva coperto anche il posto, rimasto vacante per oltre un anno, di capo della Procura, nominando Francesco Prete.

 

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