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L’illusione velleitaria di un’Italia sovranista

Altro che sovranismo se evapora la nostra influenza geopolitica sul Mediterraneo
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L’esercizio della sovranità è un elemento costitutivo, insieme al territorio e al popolo, del moderno Stato nazionale. In altre parole, è il riconoscimento del diritto dello Stato ad esercitare il potere legislativo, esecutivo e giudiziario per garantire la libertà del proprio popolo. Sempre a grandi linee, si può definire il sovranismo come la volontà di riacquisire la sovranità del popolo e dello Stato nazionale in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e alle politiche sovranazionali di integrazione.

Stando così le cose, è facile dedurre che oggi nel mondo non sono maggioranza i cittadini che possono dire di appartenere a Stati nazionali pienamente o in massima parte, sovrani. Si tratta solo dei cittadini di Washington, Mosca, Pechino. Stati Uniti, Russia e la Cina infatti sono profondamente diversi per ragioni storiche, culturali, economiche. Hanno però in comune tre caratteristiche che nell’epoca della globalizzazione consentono di definirli Stati pienamente sovrani, cioè padroni delle chiavi di casa del proprio popolo.

Hanno un estensione geografica di dimensione continentale, dispongono di una forza militare tale da non temere aggressioni esterne, esercitano una forte influenza in territori non appartenenti allo Stato nazionale ma ritenuti strategici per i propri interessi. Altri importanti Stati nazionali hanno una sola tra queste caratteristiche: la dimensione geografica dell’ India, la forza militare della Turchia, la guida dell’Islam sciita dell’Iran.E vi sono Stati nazionaliche vantano una peculiarità che consente loro di avere un ruolo rilevante nonostante la globalizzazione: la forza economico industriale della Germania, la capacità innovativa della tecnologia e della scienza del Giappone e così via.

Inoltre, solo per restare in Europa, vi sono Stati nazionali che non hanno mai smesso di cullare il sogno della piena sovranità: in primis la Francia in ragione della passata grandeur e del deterrente nucleare di cui dispone. Poi la Gran Bretagna che ha lasciato l’Unione Europea sperando di rinverdire i fasti del Commonwealth con la forza della diffusione globale della lingua inglese.Recentemente perfino la Spagna sembra aver riscoperto il fascino della Hispanidad ai tempi della colonizzazione delle Americhe.

Non a caso sono alcuni dei Paesi in cui partiti sovranisti hanno ampio consenso popolare. È un fenomeno comprensibile che per forza di cose ha messo al centro della propria azione polemica la natura attuale della Unione Europea, sempre meno gigante economico, sempre più nano politico e verme militare, per attualizzare una feroce espressione attribuita anni or sono a Kissinger.Questa è la questione cruciale su cui dovrebbero maggiormente riflettere i sovranisti di casa nostra.

La storia insegna che l’Italia è stata nei secoli l’artefice di molte conquiste dell’umanità. Senza risalire alla grandiosità della Roma imperiale basta pensare al genio universalmente riconosciuto di Leonardo, Michelangelo, Machiavelli. Tutto vero, ma oggi? Di quale caratteristica o virtù dispone l’Italiaper riprendersi piena sovranità nell’ era della globalizzazione? O anche solo per provare ad esserlo parzialmente, come la Germania e la Francia? Escludendo a priori, per ovvie ragioni, la dimensione geografica, la potenza militare, la forte crescita economica, rimarrebbe in teoria solo la influenza geopolitica nell’area mediterranea dove il nostro Paese è stato per secoli l’interlocutore privilegiato delle altre popolazioni che si affacciano sull’ex mare nostrum.

Purtroppo la realtà è assai diversa dalla teoria. Nemmeno in Libia, dove da sempre si è guardato a Roma come partner principale, l’Italia è oggi in grado di far sentire la propria voce e di tutelare i propri interessi. La partita la stanno giocando altri: Egitto, Turchia, Russia, Arabia Saudita e, in misura sempre minore, Francia. Gli Usa si sono defilati e la Ue è ancora una volta un fantasma parolaio ed inconcludente. Così, mentre a poche miglia dalla Sicilia sono in discussione interessi economici ed assetti politici che possono ledere gravemente i nostri interessi nazionali, si consuma il triste paradosso del sovranismo nostrano.

L’Italia pienamente sovrana è una illusione, non ha la forza per esserlo. L Europa finalmente sovrana e capace di giocare sullo scacchiere globale un ruolo analogo a quello degli Usa, della Russia e della Cina continua ad essere un utopia, un sogno impossibile. I nostri sovranisti più avveduti se ne dispiacciono, ma meglio non dirlo a Trump e a Putin perché loro ne sono felici.

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