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Creazzo, il procuratore bocciato dal Csm che adesso ha in mano l’inchiesta dell’anno

Nella votazione per la procura di Roma l’uomo che ha puntato «la cassaforte renziana» prese soltanto un voto
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Giuseppe Creazzo, procuratore di Firenze dal mese di giugno del 2014, è il magistrato del momento. Le indagini condotte dal suo ufficio sulla Fondazione Open, «la cassaforte renziana», rischiano di mettere in seria difficoltà il governo giallorosso di cui l’ex premier è uno degli azionisti di maggioranza.

Matteo Renzi non ha usato mezzi termini per commentare il procedimento penale aperto dai magistrati fiorentini nei confronti di alcuni suoi stretti collaboratori e finanziatori.

Il nome di Creazzo era balzato alle cronache lo scorso maggio, quando la sua candidatura per prendere il posto di Giuseppe Pignatone al vertice della Procura di Roma aveva ricevuto un solo voto al Consiglio superiore della magistratura.

La Quinta Commissione di Palazzo dei Marescialli, competente per i direttivi, aveva espresso quattro preferenze per Marcello Viola e uno ciascuno per Francesco Lo Voi e, appunto, Creazzo. Viola, procuratore generale di Firenze, era stato votato dal collega di Magistratura indipendente Antonio Lepre, da Piercamillo Davigo ( Autonomia& Indipendenza), da Emanuele Basile ( laico della Lega) e da Fulvio Gigliotti ( M5S).

Per Lo Voi, procuratore di Palermo, e come Viola legato ad Mi, si era speso Mario Suriano ( togato di Area). Il voto per Creazzo era stato di Gianluigi Morlini, presidente della Commissione ed esponente, come lui, di Unicost.

Lo scandalo che ha travolto il Csm prima dell’estate ha determinato un rimescolamento di tutti gli equilibri del Csm. Fra dimissioni e cambiamenti vari, la Quinta Commissione è ora presieduta da Suriano. Tranne Davigo, i suoi componenti sono tutti nuovi: Loredana Miccichè ( Mi), Alberto Maria Benedetti ( M5s), Marco Mancinetti ( Unicost), Michele Cerabona ( FI).

Primo atto, l’azzeramento del voto su Roma. Creazzo era finito al centro delle discussioni fra i consiglieri del Csm, poi dimessisi, e i parlamentari Cosimo Ferri e Luca Lotti. Era stato quest’ultimo ad evidenziare la situazione “imbarazzante” creatasi a Firenze dopo l’arresto dei genitori di Renzi chiesto dall’ufficio diretto da Creazzo. Difficilmente però, anche in vista del nuovo voto, ci potranno essere chance per Creazzo.

 

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