Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

La poesia e la resilienza del piccolo Elicantropo. «Il teatro è sogno e poesia non può essere Gomorra»

La sala napoletana presenta la stagione 2019- 2020
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Ci siamo scansati politicamente un fosso. Stavamo per ritornare indietro su tutto ciò che avevamo conquistato con fatica: sui diritti, sulla diversità, sui migranti, sull’accoglienza. Si dovrebbe discutere su questi temi, allora sì che il teatro acquisterebbe un senso».

Così ha esordito Carlo Cerciello, regista e direttore artistico dell’Elicantropo, alla presentazione della stagione teatrale 2019/ 20 che celebra il ventiquattresimo anno di vita. Spazio teatrale indipendente e resiliente, faro del cuore antico di Napoli, in vico Gerolomini, ospita solo 40 posti: «Ci devi volere andare all’Elicantropo – continua Cerciello – ed è un motivo di orgoglio avere artisti e pubblico che scelgono di venire da noi e di far par parte della nostra programmazione teatrale. Il Teatro non è la gomorrizzazione del linguaggio, non può essere la banalizzazione di ciò che si vede tutti i giorni. Il teatro non è questo. Deve essere meno ruffiano e più poetico».

La stagione teatrale di questo piccolo ma significativo palcoscenico della città è dedicata a Loredana Simioli, giovane attrice recentemente scomparsa che ha perfezionato la sua formazione artistica proprio presso il laboratorio teatrale dell’Elicantropo. «Loredana è stata l’esempio della caparbietà, della passione, al di sopra di ogni difficoltà che ha avuto, non l’ha abbandonata mai la curiosità, sin dal suo ingresso nel 2002 nel nostro Laboratorio teatrale, nonostante fosse già popolarissima con il suo personaggio televisivo Mariarca, ma lei voleva conoscere, studiare a 360 gradi, mescolare i diversi linguaggi da quello filmico a quello teatrale. Lo faceva con sapienza e grande umiltà».

La formazione per i giovani dell’Elicantropo è infatti l’altro asse portante, attraverso il Laboratorio Teatrale e il progetto di Perfezionamento Professionale 2018/ 2021, approvato e riconosciuto dal Mibact. E’ fucina di tanti talenti artistici che esordiscono nello stesso teatro sia come attori ma anche come autori, registi e il banco di prova è sulle tavole di questo palcoscenico. Come è stato anche per il riuscitissimo spettacolo Audizioni della stagione scorsa, in cui hanno partecipato diverse allieve, tra cui Fabiana Fazio, che a gennaio, dal 23 al 26, presenterà il suo spettacolo Mis(s) Take, scritto, diretto e interpretato da lei. L’inaugurazione è affidata a Carlo Cerciello con Erodiade di Giovanni Testori, in scena Imma Villa, coprodotto da Elicantropo e Elledieffe, fino al 17 novembre.

Tre saranno le produzioni napoletane, le altre dal resto d’Italia, confermando la vocazione di teatro militante e di impegno civile che privilegia la drammaturgia contemporanea in cui si denunciano i temi scottanti dei nostri tempi. Si potrà rivedere il 23 novembre e, ancora dal 2 al 12 gennaio, Audizioni, ispirato ai testi di Gloria Calderón Kellett, con Valentina Dalsigre Cirillo, Mariachiara Falcone, Fabiana Fazio, Ianua Coeli Linhart, Cecilia Lupoli, per la regia di Carlo Cerciello. A gennaio, dal 16 al 19, Ortensia T presenta Musica, Maestro!

di Manlio Santanelli, diretto e interpretato da Roberto Azzurro. E dal 30 al 2 febbraio, Alessandro Machìa porta in scena Pietà di Fabrizio Sinisi, con Alessandra Fallucchi.

A seguire, la Piccola Compagnia della Magnolia presenterà Mater Dei, regia di Giorgia Cerruti, che ne è anche interprete, e Davide Giglio. Non potrà mancare, dal 20 febbraio all’ 8 marzo, il pluripremiato Scannasurice di Enzo Moscato, con la magnifica interpretazione di Imma Villa, con la regia di Cerciello.

Dal 12 al 15 marzo, lo spettacolo Mamma son tanto felice perché di e con Angelica Bifano, la regia di Giovanni Battista Storti. Dal 19 al 22 marzo, Carmen Di Marzo in 14 Wo( Man) scritto e diretto da Paolo Vanacore. E poi Chiaradanza con lo spettacolo Nel Maelstrom liberamente tratto da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, con Valeria Sacchi e Souphiène Amiar, che firma anche la regia.

Mentre dal 2 al 5aprile in scena Macbeth no budget dal Dramma Scozzese di William Shakespeare, un duetto che si crede un concertato scritto e diretto da GR, con Alice Fusaro e Matteo Francomano.

Dal 9 al 12 aprile, Cultural Video presenterà Bufaland di e diretto da Stefano Scognamiglio, con Florence Omorogieva, Becky Collins Doe, Jennifer Omigie, Boubacar Dahaba, Moses Imose Oronsaye, Basquiat Mbala. «Bufaland, nella doppia accezione, di animali, appunto le bufale del territorio casertano – racconta Scognamiglio – ma anche delle bufale, delle fake news che si costruiscono ad arte per inquinare il territorio, per alzare muri di ostilità e di divisione».

In scena sei attori sotto processo ( tutti migranti dell’Africa Occidentale).

«Un lavoro troppo schierato è stato definito da altri teatri – prosegue il regista – e dunque rifiutato. Nell’area casertana siamo in piena militanza, dove i centri di accoglienza sono stati tutti chiusi».

Dal 16 al 19 aprile, Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore proporrà Quel copione di Shakespeare «le novelle italiane che il Bardo ha copiato», ideazione, adattamento e regia di Vittorio Viviani.

Conclude la stagione teatrale, il consueto appuntamento con la rassegna Oltre la linea 2020, teatro danza e teatro, con le coreografie di Elena D’Aguanno, Sabrina D’Aguanno, Emma Cianchi ( per la danza), e la regia di Sara Sole Notarbartolo per l’allestimento teatrale. E come dice Brecht, chiosa Carlo Cerciello: «Il Teatro non cerca il consenso ma il dissenso» .

 

Ultime News

Articoli Correlati