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Turturro: «Il mio Jesus Quintana, un eroe libero e generoso dalla parte dei perdenti»

John Turturro attore e regista. Una commedia anarchica e inclassificabile, che parla di amore e amicizia, uno spin- off del “Grande Lebowsky” ma anche un remake della pellicola francese “I santissimi”
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A 20 anni dal film cult dei fratelli Coen, Il grande Lebowski, torna sul grande schermo Jesus Quintana, il personaggio iconico, campione di bowling interpretato dall’italo- americano John Turturro. Jesus Rolls Quintana è Tornato, diretto dallo stesso Turturro, sarà nelle sale italiane dal 17 ottobre ed è il film che chiude il programma di pre- aperture della Festa del Cinema di Roma, che inizia proprio il 17. Turturro non si è accontentato di ridare lustro ad un personaggio indimenticato come Quintana ma gli ha regalato un’avventura on the road con un partner d’eccezione, Bobby Cannavale e delle interpreti significative come Audrey Tautou, Susan Sarandon e Sonia Braga. Jesus Rolls – Quintana è tornato non è solo uno spin- off di Il Grande Lebowski ma è anche un remake di I santissimi di Bertrand Blier, commedia francese del 1974. John Turturro e Bobby Cannavale raccontano la loro esperienza nei panni di Jesus e Pete in un road movie che rimette in luce gli outsider, esplora i concetti di amicizia e di libertà e affronta la sessualità senza pregiudizi né tabù.

John, ci racconta la genesi di Jesus Quintana? J

esus in realtà era un personaggio che avevo già incominciato a creare prima della realizzazione di Il Grande Lebowski.

Mi ero ispirato ad una commedia che avevo portato al Public Theatre nel 1988 e l’idea è piaciuta molto ai fratelli Coen che ne hanno fatto una versione più caricata. Il commediografo all’epoca era mezzo portoricano, cubano e russo e mi sono ispirato anche un po’ a lui per costruire il personaggio. In Jesus Rolls mi interessava esplorare questo personaggio insieme a Bobby Cannavale.

Perchè combinare I santissimi del 1974 con Jesus Quintana?

John Turturro: Forse perché sono matto, mi piace Blier perchè fa la commedia libera, parla della libertà ed è in grado di creare delle connessioni tra il mondo maschile e quello femminile. Credo che il film celebri la generosità e gli esseri umani che non hanno potere, i cosiddetti powerless. Le donne vengono celebrate come esseri umani più profondi. Ho scelto Bobby accanto a me poi perchè volevo una persona che capisse questo gioco delle parti tra uomini che cadono e si rialzano e le donne. Bobby Cannavale: Devo dire che anche io amo molto la generosità che viene fuori dai personaggi e dal film in generale. É un film che va a toccare gli emarginati, in fondo non sappiamo questi personaggi cosa cerchino ma sappiamo che stanno cercando qualcosa. Questa idea che sottintende il film è estremamente ottimista per me, i due incontrano una donna, si aiutano tra loro e sappiamo che quando nei film si incontra una donna scatta il risvolto comico. Tre è un bel numero poi. Ho accettato la parte subito, quando chiama John non faccio troppe domande.

Come definireste il rapporto tra i due personaggi?

John Turturro: Jesus e Pete sono come Don Chisciotte e Sancho Panza

Bobby Cannavale: Credo che Jesus rappresenti il mentore così che il momento più esaltante della vita di Pete è quando Jesus esce di prigione. Don Chisciotte ha bisogno di Sancho per andare avanti. Pete si rifà a Jesus, lo emula e scopre delle cose molto belle di sé proprio grazie a lui. John Turturro: Penso che in tutti i film che ho fatto, ho parlato di storie d’amore, strane storie d’amore perché l’amore si trova nei posti più impensati. Credo che gli uomini nella vita reale ti fanno credere di avere tutte le risposte, di poter soddisfare le donne in tanti modi ma spesso non è vero, non sempre ci riescono. La sessualità che viene fuori nel film possiamo definirla fluida in un certo senso, Jesus e Pete sono come fratelli che poi trovano una sorella e all’improvviso formano una famiglia. È interessante che Simona Paggi sia la montatrice ed Emily Simon la compositrice, sono loro a dare l’anima al film, un punto di vista femminile.

Che può dirci dei personaggi femminili del film?

Ci tengo a dire che il personaggio di Audrey Tatou, Marie, non è abituato a essere trattato bene e quando incontra i nostri personaggi, loro si impegnano a trattarla bene e questo per lei fa la differenza, il modo in cui viene trattata lungo il film. È interessante notare come questi due personaggi scoprono di non poter fare a meno di lei, soprattutto quando entra in gioco il personaggio di Susan Sarandon. Marie è il personaggio che cresce di più all’interno del film e la loro è una sorta di piccola famiglia. Se ci pensate, il film inizia già con un altro riferimento familiare, l’incontro con Sonia Braga che interpreta la mamma di Jesus, che si potrebbe definire una signora della notte per il mestiere che fa. Questi tre personaggi femminili in realtà rappresentano un unico personaggio, un unicum femminile e Marie rappresenta il focus del film.

John, dopo il successo della serie Il Nome della Rosa, intende tornare nuovamente a lavorare nella sua Italia?

Spero di lavorare ancora in Italia, ho lavorato con Rosi, Moretti, Pontecorvo, Battiato e ho sempre avuto una piacevole esperienza. Mi piacerebbe dirigere un film qui, sto scrivendo qualcosa, vedremo.

 

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