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Maleficent 2, «La nostra Malefica insegna che la diversità è bellezza»

Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer protagoniste di Maleficent 2. Le due attrici a roma per l’anteprima europea del loro ultimo film «sbaglia chi pensa che la famiglia sia solo una questione di sangue. E l’odio non potrà mai vincere»
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A 5 anni da Maleficent, che riabilitava la figura di Malefica, da strega che trasforma Aurora in Bella addormentata nel bosco a sua fata madrina, arriva Maleficent 2 – Signora del Male, come pre- apertura di Alice nella Città, sezione indipendente della Festa del Cinema di Roma. A presentare il film, in uscita il 17 ottobre, al piccolo e grande pubblico, due delle tre carismatiche protagoniste, madrina e suocera di Aurora, Malefica e Ingrith: Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer.

Perché avete scelto di lavorare a questo film? Angelina per la seconda volta e Michelle Pfeiffer per la prima?

Angelina Jolie: Questi sono personaggi molto complessi, essere Malefica, interpretare una fata gigante, con le corna, gli anelli, è divertente a dire la verità. Esci fuori dalla tua mente e giochi ed è anche liberatorio per un’artista avere così tanto spazio per muoversi. I temi sono reali ma noi giochiamo e vi invitiamo a giocare con noi. La cosa interessante di questo film è che ci sono donne forti, ma anche uomini forti, che ci supportano.

Michelle Pfeiffer: Quando si affronta un personaggio fantastico, si affronta come gli altri, si cerca l’umanità ma al contempo è più divertente perché puoi anche infrangere tutte le regole, perché in realtà non ci sono. Io sono un essere umano nel film, quindi non è stato divertente quanto essere una fata, ma sono un essere un po’ dark e il divertimento maggiore è stato rendere il personaggio multidimensionale e cercare di essere cattiva. Ci siamo divertiti molto anche a far paura e poi, con quei costumi, è anche più difficile di un film normale, più stancante fisicamente.

Uno dei temi portanti del film è la maternità e il suo significato. Malefica viene toccata dalle parole di Ingrith sul suo non essere la “vera” madre di Aurora

Angelina Jolie: Il personaggio di Malefica diventa madre in modo curioso, strano. Anche io da giovane credevo di non poter essere una buona madre, me ne facevo un problema. Anche Malefica crede di non poter essere la mamma giusta per Aurora, è nella maternità che perde la sua sicurezza. Ma è l’essere madre che le ha salvato la vita e le dà equilibrio. Io credo che la famiglia non dipenda solo dal sangue e sono così fortunata di poter avere la famiglia che ho in questa vita e i figli che ho e poter essere la loro mamma. Ho imparato così tanto da ciascuno di loro. Io e Michelle siamo entrambe madri e non madri di sangue e proprio per questo ci siamo molto impegnate su quella battuta di Ingrith, “tu non sei una vera madre”, che tocca nel profondo Malefica.

Michelle Pfeiffer: Si sente dire dalle persone “questo è il tuo vero figlio, tu sei la vera madre” e questo ha a che fare con l’ignoranza. Io ho cercato di rappresentare questo ruolo nella maniera più innocente possibile. Maleficent 2 invita all’inclusione ed al rispetto delle diversità.

Quanto è importante questo messaggio al giorno d’oggi?

Angelina Jolie: Credo sia estremamente importante comunicare questo messaggio. Ci sono modi sempre nuovi per connettersi oggi e le prossime generazioni, i nostri figli, saranno ancora più connessi di noi. Pensate a come si può viaggiare così facilmente eppure c’è un ritorno all’odio e molte persone hanno successo politicamente concentrandosi proprio sulla paura di queste diversità. È una cosa che mi dà dolore e fastidio ma non potranno mai vincere sul mondo, che è pieno di diversità e culture diverse. Siamo tutti più forti quando siamo uniti. Nel nostro cuore noi sappiamo di essere tutti uguali. Quando ero giovane quello che mi attirava di più era l’idea delle differenze e credo che Maleficent rappresenti chiunque si sia mai sentito diverso, non accettato, per qualsiasi motivo. A Maleficent viene detto che lei non è abbastanza buona perché è diversa, viene cacciata, presa di mira e allontanata da sua figlia perché è diversa e questo mi ha toccato delle corde perché io mi arrabbio molto davanti a queste cose, quando invece di vedere la bellezza della diversità e quanto possiamo imparare l’uno dall’altro, facciamo del male agli altri.

Michelle Pfeiffer: sappiamo tutti che la diversità non è soltanto una forza ma è un modo di sopravvivere. Anzi sta anche purtroppo sparendo a livello naturale. Io credo che i giovani stiano venendo al mondo con una maggiore tolleranza rispetto a noi. Sapevo che con Maleficent avrei partecipato a un progetto molto speciale, che i temi di questo film fossero il cosa definisce una famiglia, l’amore, la diversità, la tolleranza, la cura del pianeta. Il film si interroga su cosa vuol dire avere potere e cosa vuol dire essere forti.

Tre donne protagoniste di questo film, pensate sia una conseguenza della rivoluzione ad Hollywood post # Metoo?

Angelina Jolie: Non credo. Sei anni fa eravamo io ed Elle Fanning, sempre due donne a condurre il film. La cosa importante è che ci siano delle donne forti e questo succede grazie alla storia e spero arrivi come messaggio. Nel film non c’è un confronto tra i sessi ma c’è unione, lo scontro nasce da altro.

Michelle Pfeiffer: Credo che il film sia stato realizzato al momento opportuno e in un certo senso femminista. Aurora è colei che potrà avere tutto, un regno, due regni, un marito, dei figli.

Angelina Jolie: Ci siamo chiesti se Aurora dovesse diventare una specie di Giovanna D’Arco ad un certo punto, prendere una spada e combattere la battaglia finale. Poi ci abbiamo pensato e abbiamo detto: no, questa non è Aurora. Ciò che la caratterizza è la dolcezza ed è ora che anche la donna dolce e docile rimanga tale e che quella sia la sua forza. Ci sono tanti modi diversi di essere forte e una mamma che sta a casa a crescere i bambini e legge loro le favole prima di andare a dormire è un esempio di donna fortissima anche se la vediamo in quel ruolo.

 

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