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Agenti uccisi da cinque proiettili: “Sparati 23 colpi, usate le loro due due pistole”

L'omicida non ha risposto alle domande. Proclamato il lutto cittadino a Trieste per ricordare Pierluigi Rotta e Matteo Demenego,
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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne dominicano che ieri ha ucciso nella Questura di Trieste l’agente scelto Pierluigi Rotta, 32 anni, e l’agente Matteo Demenego, di 30 anni. I magistrati, che ieri sera hanno interrogato l’indagato all’ospedale Cattinara, lo hanno dichiarato in stato di fermo con l’accusa di omicidio plurimo e tentato omicidio. Alejandro Stephan Meran avrebbe utilizzato entrambe le pistole, sottratte ai poliziotti. Ha colpito con due proiettili Pierluigi Rotta, al lato sinistro del petto e all’addome, e con tre l’agente scelto Matteo Demenego, sotto la clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. Almeno 23 i colpi in tutto, alcuni però sono stati sparati dai poliziotti per difendersi dai colpi del killer. L’omicida, che secondo quanto detto dal fratello soffriva di problemi psichici, era stato accompagnato da Rotta al bagno mentre si trovava in questura per alcune verifiche sul furto di uno scooter. Il terzo agente ferito nella sparatoria sarà operato per le ferite riportate alla mano e non è in pericolo di vita. Le fondine e le pistole delle due vittime sono state sequestrate. Disperata la madre del killer, il 29enne Alejandro Auguro Stephan Meran, “Mi dispiace tanto – ha detto la donna, Betania -. Chiedo persono alle famiglie delle vittime”. E aggiunge: “Mio figlio l’altra sera sentiva delle voci”. La tragedia ha sconvolto la città di Trieste e le forze dell’ordine, che si sono strette tutte intorno alla polizia in una giornata drammatica. “Provo profonda tristezza”, le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che stamani, in occasione delle celebrazioni per i 180 anni della linea ferroviaria Napoli-Portici, ha voluto ricordare ancora i due agenti esprimendo “affetto, riconoscenza e dolore”.

Non sono mancate le polemiche. I sindacati di polizia sottolineano la carenza negli equipaggiamenti e in particolare la presenza di problemi con le fondine. “Servono maggiori tutele”, dice Stefano Paoloni, segretario generale del Sap. Immediata la replica del Dipartimento di pubblica sicurezza: “Ricostruzione priva di fondamento”.

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