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Damiano: «La sfida sarà il lavoro: via lo Sblocca cantieri ma Quota 100 va tenuta»

Intervista a Cesare Damiano. «L’addio di Renzi? Scelta cinica e sciagurata. Ma l’esecutivo durerà e conte si è mosso bene, soprattutto ricucendo il rapporto con I sindacati»
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Quota 100 va mantenuta, la Sblocca cantieri smantellata: Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente di Lavoro& Welfare, traccia così le linee guida per il governo.

Il Pd ha perso un pezzo….

La scelta di Renzi non è stata solo sciagurata, ma anche cinica: prima ha incassato il bottino con la nomina di ministri e sottosegretari, poi ha fatto la scissione. Ha ragione Conte nel dire che poteva avvertire prima. Mi pare un’operazione tutta di palazzo, che non ha nulla a che vedere con i problemi delle persone. I partiti personali possono funzionare la prima volta, ma non possono essere replicati all’infinito.

Nessuna separazione consensuale quindi?

E’ ridicolo e anche stucchevole che Renzi faccia la vittima, dopo aver comandato il partito e aver escluso dal Parlamento molti di quelli che non erano dalla sua parte.

Però dovrete comunque andare d’accordo. O il governo sarà destabilizzato?

Non penso che la scissione arrecherà danni al governo nel medio periodo, anche perchè Renzi ha tutto l’interesse a prendere tempo e a consolidarsi. Quando non si ha un popolo, bisogna avere poteri forti a sostegno e finanziamenti per potersi proporre nel mercato della politica.

Come si terrà insieme questo governo?

Il governo giallorosso è fatto di parti che non hanno una comune identità politica e una comune visione di futuro. Stante l’attuale situazione, bisogna conciliare l’inconciliabile: se si cerca di praticare un ragionevole compromesso, avremo una navigazione accidentata ma che ci potrebbe portare almeno fino alla tappa dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Sul fronte del lavoro, Conte ha aperto il confronto coi sindacati.

E’ sicuramente positivo, visto che veniamo da esperienze che hanno visto, da parte del centrodestra, il tentativo di indebolire e dividere il sindacato e anche ai tempi del governo di Renzi c’è stato un attacco frontale al ruolo dei corpi sociali intermedi, che ha creato grandi guasti. Però, il punto non è solo quello di avere dei tavoli, ma di concordare su alcuni contenuti.

Per esempio?

Conte ha toccato tre questioni interessanti: il tema del costo del lavoro, per alleggerire il carico fiscale a vantaggio della retribuzione. Da ministro, nel 2007, mi inventai la quattordicesima per i pensionati più poveri, sopravvissuta fino ad oggi: sarebbe interessante avere una quattordicesima anche per il lavoro dipendente, quello medio- basso. Poi c’è la lotta all’evasione fiscale che è dirimente, visto che si parla di 100 miliardi l’anno, e che con un recupero anche parziale, consentirebbero di finanziare il welfare. Infine c’è il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro: nel 2019 è aumentato il numero di morti, nonostante siano diminuite le ore lavorate. Per questo andrebbe completato il decreto 81/ 2008 sulla sicurezza sul lavoro, perchè quasi la metà dei decreti è inattuato.

Su cosa deve concentrarsi il governo?

Innanzitutto dovrebbe eliminare il decreto Sbloccacantieri, che ha innalzato il limite del subappalto. Questo ha voluto dire riaprire la strada a lavoro nero, a incidenti e infortuni. Si tratterebbe di eliminare nelle gare il rischio di un massimo ribasso mascherato da offerta economicamente più vantaggiosa. E il caso della metro di Roma è emblematico: quando si gioca tutto sul ribasso, alla fine i risultati non ci sono. Inoltre, andrebbero assunti più ispettori per aumentare i controlli.

Quota 100 va mantenuta?

Ha molti limiti, come la platea ristretta che esclude donne e lavoratori discontinui e il fatto che non produca nuova occupazione, ma non va toccata. Non si può giocare sulla pelle dei cittadini: ha un costo rilevante, ma chi ha deciso di usare questo strumento deve poterlo fare e dunque va portata a compimento naturale, nel 2021. Accanto a questa, però, va reso strutturale e allargata l’Ape sociale, in modo da consentire l’accesso alla pensione a chi svolge lavori pesanti e discontinui, come nel caso dell’edilizia.

 

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