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C’era una volta “lo stradone” e non era il Sessantotto

"I ragazzi dello stradone", secondo libro di Fabio Evangelisti, è il racconto di un villaggio della memoria sospeso nel tempo, fatto di personaggi inconsapevoli appena sfiorati dalla storia
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Sappiamo che la grande Storia si compone soprattutto di gesta piccole, vite singole e angoli geografici che insieme possono spiegare un Paese. Ne troviamo traccia ovunque in quella parte di letteratura e cinema legata alla memoria. È questo il caso del bel racconto in soggettiva di Fabio Evangelisti, politico ed ex parlamentare, scrittore per passione. Nel suo secondo libro dal titolo I ragazzi dello stradone, fresco di stampa per Tarka edizioni, troviamo storie e immagini di una piccola comunità fiorita lungo il tratto urbanizzato della vecchia via Aurelia, tra la costa tirrenica e le Alpi Apuane.

Si tratta di Via Prado, meglio conosciuta come lo “stradone”, che dal centro storico di Massa porta alle altre città toscane passando per la Chiesa di Madonna del Monte e l’Ospedale Pediatrico Apuano.

Un gruppo di ragazzi anima quel borgo di artigiani e commercianti affacciato sull’Aurelia: tutti nati nel secondo dopoguerra, attraversano gli anni febbrili del progresso e della contestazione giovanile senza sospettarne la portata. È una generazione cresciuta attorno alla parrocchia di Don Ezio Radicchi, il prete che alla Madonna del Monte ha creato una scuola simile a quella di Don Milani in cui i ragazzi dell’ACR avviano la loro propria rivoluzione. Provate a immaginare, ci chiede l’autore, un mondo che non c’è più. File di carrette e camioncini colmi di ogni merce fanno su e giù dalla campagna, mentre le donne del rione trasportano in bilico sul capo decine di torte per celebrare la Festa del Buon Consiglio.

Sullo Stradone c’è un solo forno, così come una sola televisione davanti alla quale le famiglie si raccolgono come in un rito collettivo. Quello di Evangelisti è un villaggio della memoria sospeso nel tempo, fatto di personaggi inconsapevoli, appena sfiorati dalla storia.

Distanti dai fermenti della contestazione studentesca, molti di loro decifreranno i vigorosi inviti à le combact del maggio francese soltanto con l’Università. Nel frattempo, la smania della modernità, con l’arrivo della Standa in centro a Massa, avrebbe spazzato via un’intera epoca e con essa la comunità dello Stradone.

 

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