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Inclusione delle diversità, il master voluto dai giuristi

Ideato dall’università di Udine, è il primo esempio in Italia. Formare attori sociali in grado di portare una cultura innovativa fuori e dentro I luoghi di lavoro: obiettivo sostenuto anche da scuola superiore dell’avvocatura e Coa di Udine
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Si può essere professionisti. Si può essere avvocati. Ma la cultura dell’inclusione non è il corredo implicito di qualsiasi bagaglio formativo. Anzi: è uno sguardo nuovo da scoprire. E infatti l’obiettivo del primo “Master in Inclusione delle diversità” espresso dal panorama accademico italiano ha un obiettivo ambiziosissimo: cambiare le forme della relazione umana in tutti i contesti professionali e produttivi, dall’impresa alla pubblica amministrazione.

Un’idea d’avanguardia fiorita anche grazie al seme dell’avvocatura: il master di I livello, biennale, partirà a gennaio presso il dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine e ha suscitato l’immediato interesse delle istituzioni forensi. Anche grazie al fatto che dietro le quinte del progetto si è mossa l’energia di un docente- avvocato come Francesco Bilotta, da anni impegnato a promuovere la cultura della diversità, anche di genere. Anche grazie a lui sono subito arrivati il patrocinio della Scuola superiore dell’avvocatura — che assicura 33 crediti — e una borsa di studio istituita dall’Ordine della città friulana.

La filosofia è innanzitutto nell’acronimo del master: “M. in. d.”. Richiamo all’attenzione per i dettagli, che nelle dinamiche inclusive fanno la differenza. E poi c’è la strategia, illustrata così sulla pagina web del corso: si punta innanzitutto a offrire «conoscenze sui meccanismi sistemici di esclusione, sulle organizzazioni complesse e sul funzionamento della comunicazione» ; quindi a «sviluppare competenze per favorire l’inclusione delle diversità in una prospettiva di innovazione sociale» — e qui è già chiara l’idea di aspirare alla formazione di attori sociali in grado di portare la cultura dell’inclusione ovunque, «fuori dentro l’ambiente di lavoro», appunto. Idea ribadita nella terza “finalità”: «Progettare e attuare politiche di inclusione in ambito aziendale e pubblico per rispondere alle sfide della società globale».

Si tratta di una proposta assolutamente pionieristica a livello universitario. Qualità garantita anche dal numero limitato di posti disponibili: non più di 35. Possono partecipare i laureati almeno triennali di qualsiasi classe di laurea, termine per presentare domanda di ammissione fissato al 12 dicembre 2019. Lezioni al via a gennaio, conclusione prevista per fine 2021, con 240 ore “frontali” ( più 72 ore di lezioni on line) somministrate in forma part time: un week end ( dal venerdì pomeriggio alla domenica) ogni due mesi. Un piccolo germe da cui i giuristi di Udine, avvocati inclusi, si aspettano molto.

 

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