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Metro Roma, scale mobili sabotate: 11 indagati

Il gip: «persiste il grave pericolo per I passeggeri». Quattro le misure interdittive. L’intercettazione shock del dirigente Atac: «su 700 scale mobili ne possono venire già tre o quattro...»
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«La sicurezza dei cittadini è sempre a rischio». A dirlo è il gip Massimo Di Lauro, nell’ordinanza cautelare con la quale ha disposto quattro misure interdittive a carico di tre dipendenti Atac e di uno di Metroroma scarl, la Società Consortile cui era affidata la manutenzione degli impianti.

E 11 sono gli indagati, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’incidente del 23 ottobre 2018 nella stazione della Metropolitana Repubblica, quando, per l’aumento improvviso di velocità di una scala mobile, alcuni tifosi russi che stavano andando a vedere la partita Roma- Cska di Mosca rimasero gravemente feriti.

Ma l’indagine riguarda anche l’incidente del 21 marzo scorso, quando a cedere fu la scala mobile 330 della stazione Barberini, dove però non ci furono feriti. Gli incidenti accadono di continuo, spesso senza che gli organi preposti ne diano segnalazione. E non si possono escludere, per il giudice, altri sinistri in futuro, il che rende «permanente il preoccupante stato di pericolo per l’incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori della metropolitana di Roma».

Dalle intercettazioni telefoniche, infatti, emergono «un’indegna gestione degli impianti delle scale mobili e un totale disinteresse per la sicurezza dei cittadini». I reati contestati sono quelli di frode nelle pubbliche forniture e lesioni colpose aggravate. Manutenzione degli impianti non effettuata o incompleta, interventi non annotati nell’apposito registro, manomissione dei dispositivi di sicurezza delle scale mobili della metropolitana di Roma per occultare anomalie e criticità più grosse che, se sistemate a dovere, avrebbero comportato uno stop degli impianti per mesi e mesi.

Il tutto per evitare verifiche e controlli da parte di Atac, e, se possibile, portare a casa «immeritati compensi», quale poteva essere la prosecuzione di un contratto ormai in scadenza, si legge nell’ordinanza. «Se famo il calcolo delle probabilità su settecento( scale mobili ndr) ne sarebbero venute giù tre o quattro», si sente dire a un dirigente Atac intercettato riferendosi all’efficienza delle scale mobili della metro di Roma affidandosi al calcolo delle probabilità. Colloqui che restituiscono l’atteggiamento di cinico e irresponsabile dei dirigenti coinvolti nell’indagine.

 

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