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Hong Kong, Carrie Lam cede alle proteste, ritirata la legge sull’estradizione

La proposta di legge prevedeva l'estradizione di sospetti criminali nella Cina continentale scatenando da subito una violenta reazione che ha percorso le strade della città stato
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Alla fine hanno vinto i manifestanti che da mesi hanno messo in piedi le proteste contro la cosiddetta legge sull’estradizione. Ad Hong Kong il movimento ha visto esaudire una delle richieste portate avanti fin dal giugno scorso.

La governatrice Carrie Lam infatti ha ceduto e ha annunciato che il provvedimento, attualmente congelato, sarà ritirato del tutto. La proposta di legge prevedeva l’estradizione di sospetti criminali nella Cina continentale scatenando da subito una violenta reazione che ha percorso le strade della città stato.

Ben presto il movimento, composto soprattutto da giovani, ha esteso le sue istanze per una maggiore democrazia e autonomia dall’ingombrante sovranità cinese.

Il discorso della Lam è stato diffuso dalla televisione ed è apparso come il tentativo di mettere fine alle proteste che non hanno mai dato segno di affievolirsi. Tra le altre cose la governatrice ha anche fatto cenno ad un’inchiesta sulla condotta della polizia durante le proteste che era uno dei punti importanti tra le richieste chiave degli attivisti.

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