Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Carcere, l’isolamento del detenuto nel sistema penitenziario Ue

Dal 25 al 27 settembre riunione del gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa.
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Si terrà a Strasburgo, dal 25 al 27 settembre, la Ventiduesima riunione del Gruppo di lavoro del Consiglio di cooperazione penologico ( Pc- cp) del Consiglio d’Europa.

Il Pc- cp, composto da esperti in materia penitenziaria ( magistrati, direttori di carcere, ecc) dei vari Stato membri, affronterà per la prima volta una tema di grande importanza: l’isolamento del detenuto in ambito carcerario.

All’ordine del giorno della riunione vi è, infatti, la valutazione dei commenti recentemente redatti dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti.

Obiettivo finale sarà quello di redigere le future regole penitenziare europee. Sull’isolamento del detenuto in ambito carcerario la posizione dell’Italia è da sempre alquanto “ambigua”.

In Europa, l’isolamento è sostanzialmente considerato una “sanzione” per il detenuto che non rispetta le regole della detenzione. In Italia, invece, è un “regime detentivo” – vedasi il caso del 41bis – a tutti gli effetti.

Come tutte le sanzioni, anche l’isolamento deve avere una durata limitata nel tempo. Quattordici sono i giorni, a tal proposito, fissati in sede europea.

Nelle prescrizioni, l’isolamento deve comunque garantire per il detenuto la possibilità di contatti sociali e di essere inserito in un programma di attività, trattandosi di una misura di carattere “eccezionale”.

Imporre l’isolamento per periodi più lunghi può produrre effetti “nefasti” sulla salute mentale dei detenuti, dicono gli esperti europei.

Sottoporre, in casi particolari, il detenuto ad un periodo di isolamento superiore ai quattordici giorni deve, dunque, essere attentamente valutato. In caso di reiterazione della misura, deve esserci stata comunque una interruzione. Non sono ammissibili proroghe senza soluzione di continuità.

Ed ecco, quindi, il “caso” Italia, dove l’isolamento è un regime detentivo ed è disposto, fuori dal 41bis, per quello diurno, direttamente dal giudice in sentenza, per periodi superiori ai quattordici giorni. Anzi, per tutta la vita come nel caso dell’ergastolo ostativo.

Sarà interessante vedere sul punto la posizione delle autorità italiane.

 

Ultime News

Articoli Correlati