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Governo Conte, il difficile viene adesso

Oggi l’incarico. Tante le mine: dal programma ai ministri. Il nodo Di Maio. Porte chiuse al leader politico 5S a palazzo Chigi. Nel totonomi in pole Orlando o Franceschini come vice, De Micheli al Mise e Martina per un ritorno al ministero dell’agricoltura. A Delrio, invece, le politiche sociali
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Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella convocherà Giuseppe Conte al Quirinale per affidargli l’incarico di formare un nuovo governo, con il placet di Pd e Movimento 5 Stelle.

«C’è un accordo politico con il Pd su Conte per provare a formare un governo di lungo termine», certifica Luigi Di Maio. «Non possiamo non tentare per il bene dell’Italia», dice Nicola Zingaretti, al termine di una nuova giornata di consultazioni e riunioni politiche.

E così Giuseppe Conte è di nuovo saldo su binari politici che puntano a portarlo alla formazione di un nuovo esecutivo e, auspicabilmente, fino alla fine della legislatura. Il Colle, dunque, ora ha ufficialmente un nome per Palazzo Chigi, anche se i nodi rimangono e sono tutt’altro che facili da sbrogliare: il ruolo dello stesso Di Maio, tanto per cominciare; il programma, ancora non abbastanza chiaro da sopportare gli scossoni che potrebbero arrivare nei prossimi mesi; le caselle per i ministeri ancora tutte da riempire. La strada, dunque, sembra in discesa, ma gli ostacoli continuano ad essere dietro l’angolo.

Sulla riva politica ormai dell’opposizione, Matteo Salvini spiega di aspettare il cadavere del governo giallorosso. «Litigano ancora prima di cominciare, il paese è sotto ostaggio di cento parlamentari che vogliono solo poltrone», ha detto il leader della Lega, chiedendo di nuovo le elezioni anticipate ma chiarendo che «possiamo aspettare, vinceremo anche tra sei mesi o tra un anno» .

 

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