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Poggioreale, il caldo di Ferragosto rende la vita ancora più difficile

Poggioreale
Nel carcere di Poggioreale c’è un’impressionante disparità di condizioni igienico sanitarie tra un padiglione e un altro
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Si conclude domani l’iniziativa “Ferragosto in carcere”, promossa dal Partito Radicale con l’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali: dal 15 al 18 agosto 70 i luoghi di detenzione visitati da 278 tra dirigenti e militanti del Partito, avvocati dell’Ucpi, parlamentari, Garanti delle persone private delle libertà personali. La situazione in molte carceri risulta notevolmente critica e ciò spinge, giorno dopo giorno, i detenuti, ma anche i detenenti, ad assumere condotte a volte disperate.

In particolare c’è da segnalare la condizione della Casa Circondariale di Poggioreale a Napoli dove il 15 agosto si sono recati gli avvocati Riccardo Polidoro, Responsabile nazionale dell’Osservatorio Carcere dell’Ucpi, Sergio Schlitzer della Camera Penale di Napoli, Elena Lepre, dell’associazione “Il carcere possibile onlus”. La direttrice Maria Luisa Palma li ha guidati nei vari padiglioni e al termine dell’ispezione l’avvocato Polidoro ha stilato una relazione dalla quale si evince che «rispetto all’ultima visita qualcosa è stato fatto, ma moltissimo resta da fare. C’è un’impressionante disparità di condizioni igienico sanitarie tra un padiglione e un altro, mentre in tutti si soffre un insopportabile caldo, in alcuni casi mitigato da un ventilatore donato da un’associazione. Ventilatore che rappresenta per i detenuti che non ne usufruiscono un’ennesima ingiustizia. C’è da chiedersi com’è possibile che l’amministrazione penitenziaria non affronti una spesa irrisoria in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo in questi giorni».

Vi sono stanze che hanno il bagno con la doccia, ma anche stanze con 9 detenuti, «con mura umide e intonaco fatiscente – prosegue Polidoro – bagni vergognosi comunicanti con il vano dove si prepara il cibo ed in alcuni casi addirittura a vista. Le docce comuni sono in uno stato pietoso». Conclude il penalista: «Era stata annunciata la visita del ministro dell’Interno, che poi è stata annullata . Peccato, il sig. Salvini avrebbe potuto constatare come si marcisce in cella, secondo i suoi desideri in violazione della Costituzione».

E secondo i numeri riassunti in una nota dell’Osservatorio Carcere: “nel 2018 vi sono stati 148 detenuti morti, tra cui 67 suicidi. Al 7 agosto 2019, i morti sono 81 ed i suicidi 30. Un decesso ogni tre giorni. I dati del ministero di Giustizia relativi ai detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 luglio 2019 sono impietosi: a fronte di una capienza regolamentare di 50.480 sono presenti 60.254 detenuti di cui ben 18.518 in custodia cautelare. Il dato della capienza regolamentare peraltro deve essere ulteriormente ridimensionato per via delle celle attualmente indisponibili per manutenzione che riduce di ulteriori 4.600 unità la detta capienza. In generale il trend di crescita è di circa 2.000 detenuti all’anno, incremento oramai costante e ciò dimostra ancora una volta che il fenomeno del sovraffollamento carcerario nel nostro Paese è strutturale e sistemico”.

Il sovraffollamento non è il solo “morbo” che affligge le carceri italiane: “nel 35,3% non c’è acqua calda – prosegue il comunicato – il 7,1% non dispone di un riscaldamento funzionante, nel 20% non ci sono spazi per permettere ai detenuti di lavorare ( dove ci sono, lavorare è un privilegio di pochi) e nel 27,1% non ci sono aree verdi per i colloqui coi familiari”.

 

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