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Open Arms ferma in mare. Malta nega lo sbarco

La nave, con a bordo 121 migranti, è a 30 miglia da Lampedusa. Continuano gli sbarchi fantasma
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Le autorità maltesi hanno rifiutato lo sbarco ai 121 migranti a bordo della nave della Ong Proactiva Open Arms. Lo riferiscono fonti maltesi, citando un portavoce dell’organizzazione, secondo cui la nave è ora in attesa di istruzioni dal momento che sia Malta che Italia hanno respinto la richiesta di approdo.

LA SITUAZIONE A BORDO
Open Arms ha fatto sapere di aver salvato in mare 53 adulti e due bambini da una piccola imbarcazione giovedì; altre 69 persone sono state recuperate alcune ore dopo, mentre sabato sono state prese a bordo due donne in avanzato stato di gravidanza. Tra i migranti, ci sono 32 minorenni, 27 dei quali viaggiano da soli, e due gemelli di 9 mesi.

Sono stati fatti scendere a terra tre donne, due delle quali con una gravidanza a termine, restano 121 persone tra cui 32 minori. Molti hanno ferite da arma da fuoco infette o cicatrizzate male. Ci sono anche due bimbi di pochi mesi L’ong spagnola ha esortato gli Stati membri dell’Ue a trovare un accordo per far sbarcare in continente i migranti soccorsi nel Mediterraneo. Il fondatore dell’organizzazione, Oscar Camps, ha chiesto una soluzione simile a quella dell’Alan Kurdi, la nave tedesca che ha potuto far sbarcare a Malta i 40 migranti che trasportava.

La nave, battente bandiera spagnola, si trova a circa 60 miglia a ovest di Malta e a circa 30 miglia a est di Lampedusa.

LO SBARCO DI LUNEDI
Intanto nell’Agrigentino due migranti sono stati fermati dalla polizia, dopo la segnalazione di un passante, alla Valle dei Templi di Agrigento. Si tratta di due tunisini che facevano parte del gruppo di una cinquantina di profughi, sbarcati lunedì pomeriggio a Punta Bianca e poi fuggiti per strada ad eccezione di sette di loro che sono stati bloccati, di cui uno è finito anche in ospedale per disidratazione.

Gli agenti li hanno fermati dopo che erano riusciti a intrufolarsi nei terreni del Parco archeologico, dove probabilmente avevano trascorso la notte dopo avere percorso una decina di chilometri a piedi, e hanno fatto scattare le procedure di identificazione e accoglienza prima dell’eventuale rimpatrio.

 

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