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Carabiniere ucciso, ricorso al Riesame per Gabriel

L’autopsia la vittima colpita ad entrambi i fianchi. Natale Hjorth vede il padre in carcere: «non sapeva del coltello, è molto provato da quello che è successo»
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I difensori di Christian Gabriel Natale Hjorth, uno degli statunitensi arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, hanno depositato ieri mattina il ricorso al tribunale del Riesame.

Il ricorso degli avvocati
L’avvocato Francesco Petrelli ha chiesto di annullare la misura cautelare emessa dal gip, mentre i difensori di Finnegan Lee Elder, considerato l’autore materiale dell’omicidio, non hanno ancora deciso se presentare un ricorso al tribunale della Libertà. Natale Hjorth è il giovane apparso in una foto ammanettato e bendato prima dell’interrogatorio.

Il giovane, mercoledì, ha ricevuto la visita del padre, Fabrizio Natale, secondo cui «Gabriel non sapeva che il suo amico avesse con sé un coltello». Il giovane, ha spiegato ancora, «non riesce a darsi pace per quello che è successo».

«È molto molto provato», ha sottolineato l’altro legale del 19enne, Fabio Alonzi, lasciando il carcere. La famiglia dell’altro giovane attende invece ancora di vedere il giovane in carcere.

Il giallo del coltello
«Non so cosa è successo. Sono convinto che a questo punto ci siano delle buone probabilità che nemmeno la polizia sappia cosa è successo», ha commentato Craig Peters, legale della famiglia Elder, in un’intervista esclusiva all’inviato dell’Abc Dan Noyes.

Nei scorsi giorni è stata diffusa una foto di Elder a San Francisco, con in mano un coltello simile a quello usato per uccidere il vicebrigadiere dei carabinieri.

Una foto che per il legale non significa nulla. «Il ragazzo aveva un coltello – ha spiegato Certamente, almeno a San Francisco, in America non è una cosa sorprendente. Le persone lo usano per protezione».

Inchiesta in corso
Intanto continuano le indagini sull’omicidio del vicebrigadiere. I magistrati romani vogliono acquisire i tabulati telefonici di tutti i protagonisti della vicenda per ricostruire che cosa è successo nella notte del 26 luglio scorso, in particolare, le conversazioni telefoniche di Cerciello Rega e del collega Andrea Varriale, che quella sera era con lui, dei due americani e quelle di Sergio Brugiatelli, l’uomo al quale i due californiani hanno rubato lo zaino in piazza Mastai e che ha avvertito il 112.

Al vaglio dei magistrati anche i filmati delle telecamere a circuito chiuso delle zone Trastevere e Prati, anche se mancano immagini riguardanti la fase della colluttazione in via Pietro Cossa: era infatti fuori uso la telecamera della banca che è nelle vicinanze mentre sono risultati in ogni caso molto utili alle indagini i video della telecamera di sorveglianza dell’hotel Le Meridien, che hanno immortalato i due californiani poco prima della colluttazione e subito dopo.

L’autopsia di Cerciello
Secondo l’autopsia, Cerciello è stato colpito ripetutamente con un coltello da marines con lama lunga 18 centimetri sul fianco destro e su quello sinistro. Ma il colpo più profondo è stato quello inferto da dietro, che ha raggiunto e perforato lo stomaco. Sono state undici le coltellate inferte da Lee, la maggior parte delle quali al tronco, in zona vitale.

 

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